Entry: Lydia Lunch – “No easy way out. No escape. From yourself.” Monday, February 20, 2006



"I'm nihilistic, antagonistic, violent, horrible - but not obliterated, yet."

 

"For, impaled at either end as she is on the flesh-poles of truthful stories where poetry and putrefaction meet, Lydia is the sort of teacher of tormented desires I wish I'd had at school. Not sick but sexually smart(ing)" (Jack Barron, Sounds).

 

Lydia Lunch è nata a Rochester (New York) il 2 giugno del 1959, lo stesso giorno di nascita di Donatien Alphonse François de Sade, coincidenza questa che lei stessa non dimentica mai di sottolineare. Musicista, attrice, regista, fotografa e scrittrice, Lydia Lunch è stata l'icona della cultura underground newyorkese quando la Grande Mela era considerata l'ombelico del mondo, il luogo dove si creavano le tendenze destinate a influenzare il pensiero e la cultura. La sua carriere inizia non ancora diciottenne come vocalist e chitarrista del gruppo "Teenage Jesus And Jerks" e in breve tempo il suo carisma e il suo talento, nonché la sfrontata irriverenza e il gusto per la provocazione e l'eccesso, la portano a collaborare con alcuni fra i più famosi artisti del panorama underground come Kim Gordon dei Sonic Youth, Nick Cave e Jim Foetus.

 

 "If you're looking for some nice, sedate, calming music or poetry, then you don't want to go near Lydia Lunch. Her avowed purpose since the late '70s has been to agitate and aggravate. Her frank sexuality and hatred of passivity hasn't made her exactly the darling of mainstream media but the hell with them. For anyone who wants some harsh reality shoved in their face, Lydia's the right place to go. In film, in writing, in CD's/LP's, and any other medium she gets near, Lydia is a memorable presence" (Jason Gross).

 

Alternativa ed estrema è anche la sua produzione letteraria, tanto in poesia quanto in narrativa. L'esordio è datato 1982 con la raccolta di poesie scritte a quattro mani con Exene Cervenka "Adulterers Anonymous" (inedito in Italia), pubblicata negli Stati Uniti prima da Grove Press e dopo da Last Gasp. Due voci, due personaggi che camminano fianco a fianco esplorando i medesimi territori desolati e oscuri per raccontare, pur senza mai incontrarsi, la comune solitudine e disperazione. Dieci anni dopo, nel 1992, esce la raccolta di poesie e racconti (o forse è meglio definirli spoken word) "Incriminating evidence" che si avvale della collaborazione di Kristian Hoffman per quanto riguarda l'illustrazione dei testi. Cronistoria sincera e toccante delle sue ossessioni, degli abusi subiti e degli incubi che continuano a tormentarla, per ammissione della stessa autrice "Incriminating evidence" nasce dalla "necessità di documentare la mia personale alienazione mentale, piaga che non sono ancora riuscita a curare…leggete e non trattenete le lacrime".

 

"Paradoxia: eccitazione sessuale che si verifica a prescindere dal ciclo dei processi fisiologici negli organi generatori" (Richard von Kraft-Ebing, Psycopathia sexualis).

"It's extremely rare to read a book so virulent and honest. Do so, and be enlightened" (Neon).

 

Pubblicato nel 1997, "Paradoxia, a predator's diary", arriva finalmente in Italia grazie a Leconte Editore. Con questo libro sospeso fra biografia e fiction, strutturato a episodi e simile a un diario, Lydia Lunch prosegue il suo percorso all'interno della psiche umana. Il risultato è un romanzo brutale, a tratti disturbante, energico e distruttivo al tempo stesso. Con una prosa viscerale e impulsiva, mai piatta o noiosa, l'autrice indaga negli angoli più bui del desiderio, racconta la necessità, l'impellenza della carne che non si ferma davanti ad alcun ostacolo. Crimini, droghe, sesso e violenza (che in fondo sono la stessa cosa, perché il sesso stesso è visto come un atto di violenza), tutto è lecito per raggiungere i propri obiettivi e soddisfare un'urgenza, una fame che stringe lo stomaco e annulla la volontà.

La protagonista di "Paradoxia" è vittima degli uomini, del padre, ma non è votata al martirio. Decisa a non soccombere, è pronta a trasformarsi, a invertire i ruoli e diventare carnefice usando il proprio corpo e quello di chi incrocia per strada. Il tutto senza provare alcun rimorso, senza addurre giustificazioni al suo comportamento o proclamare la sua innocenza in quanto cosciente che "…siamo tutti dannatamente colpevoli" ("...no easy way out. No escape. From yourself. You had to learn to deal with the cards you were dealt. Had to learn the hard way that the world doesn't owe you a fucking thing. Not a reason, nor excuse. No apologies…fear is the greatest aphrodisiac").

Un romanzo da affrontare senza pregiudizi, da leggere non come il resoconto di un'esperienza erotica deviata e devastante, bensì come una confessione sincera e appassionata. Considerazione, quest'ultima, che si può trovare anche nella bella prefazione di Humbert Selby Jr "…nel leggere questo libro vi troverete faccia a faccia con alcuni aspetti di voi stessi che magari avete evitato e, forse, vorrete continuare a evitare di prendere in considerazione. Se avrete il coraggio di leggere questo libro con una mente aperta, e con un cuore aperto, probabilmente avrete il coraggio di guardare un po' più a fondo e più attentamente dentro voi stessi, e forse voi anche vi chiederete se siamo tutti innocenti".

 

"New York City non mi corruppe. Ne fui attratta perchè ero già stata corrotta. Dall'età di sei anni, il mio orizzonte sessuale era stato iperstimolato da un padre che non aveva alcun controllo delle sue fantasie, dei suoi istinti naturali o impulsi criminali. Tale padre, tale figlia […] New York era un gigantesco negozio di caramelle, un mercato della carne, un manicomio assurdo, un palcoscenico. Circondata da altri cinque milioni di tossici, fanatici, alcolisti, artisti della fregatura, sognatori, cospiratori e ignari bersagli, New York mi concesse il lusso dell'anonimato. Il parco giochi del diavolo".

(Paradoxia, a predator's diary – 1997)

 

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