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Friday, June 10, 2005
Pasto nudo - William S.Burroughs



“Stanno portando il cosiddetto pranzo…un uovo sodo senza guscio rivela un oggetto che non ho mai visto prima…un ovetto giallo bruno…forse deposto dall’ornitorinco. Nell’arancia c’era un verme gigante e poco altro…è arrivato per primo e s’è servito. In Egitto c’è un Verme che ti entra nei reni e diventa enorme…alla fine il rene è soltanto un guscio sottile intorno al Verme. Per i buongustai intrepidi non c’è leccornia in grado di competere con la carne del Verme. Si dice che sia incredibilmente appetitosa. Un coroner dell’Interzona noto come Ahmed Autopsia ha fatto fortuna trafficando in Vermi”.

 

William S. Burroughs nacque  nel 1914 a St. Louis nel Missouri in un ambiente che non riuscì mai ad accettare ritenendolo troppo borghese e ancorato a consuetudini e tradizioni decisamente poco flessibili. Il suo apprendistato, prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno, si realizzò attraverso esperienze di diverso genere e comuni per quella schiera di autori “maledetti” che animò la scena artistica della sua generazione e di quella seguente. Prima lavori umili e mal retribuiti, barista, operaio, poi il salto di qualità diventando giornalista e pubblicitario a New York, città dove aveva deciso di trasferirsi alla ricerca di un habitat più adatto alle sue aspirazioni e convinzioni. Basate, quest’ultime, su una decisa repulsione nei confronti della legge e delle regole in generale. Omosessuale, tossicodipendente e ossessionato dalle armi da fuoco (uccise, anche se per un tragico errore, la donna che aveva sposato prima di accettare la propria omosessualità), Burroughs è comunque ritenuto uno degli scrittori più geniali della storia della letteratura e precursore della beat generation, corrente letteraria che con il suo avvento segnò il modo indelebile la rottura con un certo tipo di scrittura confinata in schemi rigidi e non al passo con i tempi.

“Pasto nudo” (The naked lunch), il suo capolavoro, fu scritto in una stanza di hotel a Tangeri negli anni compresi fra il 1954 e il 1957 e si può considerare come un compendio di tutte le tematiche sviluppate da Burroughs all’interno della sua vasta produzione letteraria. L’eterno conflitto tra il Male e il Bene, la dipendenza dalla droga, l’omosessualità e soprattutto la visione caustica e pessimistica di una società (quella americana) decisa a schiacciare l’individuo, ad annullarlo in quanto singolo e a mettere in atto una sorta di controllo totalitario sia a livello fisico che psicologico.

Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1959 dalla Olympia Press, The naked lunch” è un romanzo privo di omogeneità e linearità, un insieme di immagini e allucinazioni descritte da una mente delirante e annebbiata prima dal consumo di ogni tipo di droga e in seguito dalle allucinazioni e dall’angoscia generate dall’astinenza durante la disintossicazione. Un incedere incalzante dove spesso realtà e incubo finiscono per non distinguersi più l’una dall’altro. La narrazione procede fra continui salti spazio-temporali slegati e a prima vista privi di qualsiasi connessione logica, una babilonia di stili e linguaggi che sovente attingono al parlato, il tutto assemblato grazie alla tecnica del cut-up (della quale si può considerare l’inventore) basata sulla disgregazione delle immagini e delle situazioni che vengono successivamente ricomposte dopo averle però private delle originarie correlazioni. A fronte di queste considerazioni risulta inutile cercare di raccontare, anche se sommariamente, la trama del romanzo, ma solo consigliarne la lettura, affrontandola con la convinzione di trovarsi di fronte ad un testo difficile, ma dal fascino indiscutibile. In conclusione vale la pena ricordare come la sua pubblicazione sia stata possibile grazie all’intervento decisivo di Allen Ginsberg che aiutò Burroughs nel lavoro di rifinitura e revisione del testo e come il titolo derivi da una geniale intuizione di Kerouac secondo il quale il significato ultimo di “Pasto nudo” non è altro che quello di portare alla mente l’immagine del cibo infilzato in una forchetta poco prima di essere inghiottito.

 

William S.Burroughs

Pasto nudo, 270 pagg

Adelphi (Collana “Fabula”)


Posted at 01:22 am by F.P.

jr
June 10, 2005   05:26 AM PDT
 
great blog
 

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