“Se lo chiedeva spesso, Sara.
A volte, preveniva il disagio della domanda e china la distraeva, quasi fosse in quel flettersi un modo per rendere scomodo il bersaglio. Altre, indefessa ne subiva l’impatto e restava lì per ore, appesa tra il pavimento e il cielo, finché casuale ciò che della vita fa inevitabile il susseguirsi le rimbalzava suo malgrado contro. E allora… i bambini, la cena. Improvvise priorità si dislocavano nel verso giusto e rianimata, armeggiando con le pentole, perseguiva con puntiglio ciò che si deve fare. Non aveva mai tenuto i conti. Se lo avesse fatto le innumerevoli azioni ripetute le sarebbero parse oltremodo indigeste.
Ma neppure le aveva rimosse. Stavano. Invalicabili e insolute. Se lo chiedeva spesso, Sara, questo ed altro, e già nell’interrogarsi, la difficoltà di formulare omogenea una percezione rendeva inesprimibile il cosa. E allora, erano pensieri mescolati a verdura, trini e ossessivi come biscotti appena usciti dal forno, fritture adesive alle trascurate vesti, pietanze stracotte e fuorvianti dove l’indicibile, congiunto al ricettario, davano un non luogo servito nel piatto.
“Mamma, dobbiamo per forza mangiarlo?”
Cos’altro farne, pensava. Cos’altro. Restituirlo a se stesso forse?”
Scrittore, poeta e musicista, vincitore nel 1989 del Premio Letterario di Poesia Camaiore Opera Prima con la raccolta "Acido lattico" e della “Lizza d'Oro 2002” con il romanzo “L’Urlo” (di recente ristampa per la casa editrice Edizioni Clandestine), Andrea Salieri è un artista versatile ed eclettico che è solito confessare senza remore di non conoscere mai in anticipo le storie che sta per scrivere, perché se così fosse perderebbe il piacere stesso di raccontarle. Ama stupire, vuole far riflettere, ma ancor di più ama stupirsi e poi costringersi a guardare nello specchio di ciò che ha scritto. E grazie alla sua energia e ad una prosa che riesce a coniugare modernità di stile a momenti di ispirata liricità (Rilke, Shelley e i classici dell'ottocento sono da sempre i suoi punti di riferimento), negli ultimi anni si è ritagliato uno spazio importante in un panorama letterario dove i prodotti delle piccole/medie case editrici sono da sempre guardate con una certa diffidenza. Se con “L’urlo” aveva stupito per originalità della storia, stile e armoniosa eleganza del lessico e con “L’omicidio Berlusconi” aveva dato prova di sapersi destreggiare con abilità anche in un genere a prima vista lontano dalla sua cifra stilistica (e con ottimi riscontri da parte di critica e pubblico), con il suo nuovo romanzo “La percezione della follia” l’autore viareggino arricchisce con una nuova fermata intermedia il suo personale viaggio all’interno della mente umana e dei suoi complicanti labirinti. Un percorso non privo di ostacoli, ma che Salieri affronta sorretto dal suo innato senso del ritmo e dalla potenza visionaria che anima la sua scrittura.
La protagonista del romanzo, Sara, conduce una vita monotona, alienante nel quotidiano succedersi degli eventi, che la porta a camminare in equilibrio precario sul sottile filo invisibile che demarca il confine fra follia e presa di coscienza del vuoto che la circonda e che si sta facendo strada anche dentro la sua mente.
Il suicidio, la morte, l’annullamento di se stessi sembra essere l’unica via d’uscita percorribile, l’estremo tentativo di ritrovarsi (“…cerchi l’anima, forse, o qualcosa che almeno vagamente le somigli, un senso al gesto appena compiuto, all’esistenza in sé, risposte magari, conferme o smentite su ciò che ti hanno insegnato essere bene e male. Ma carne, solo carne. Nient’altro che carne”), ma quando anche l’ultima via di fuga le viene preclusa, Sara sprofonda in un realtà (finzione?) dominata da avvenimenti disperati e folli, da omicidi atroci e allucinazioni che sembrano possedere consistenza maggiore della realtà stessa. Progetta stragi, riesce a condizionare la vita di chi la circonda (un intero condominio si lascia trasportare da un incalzante susseguirsi di assurde fantasie e deliranti convinzioni) e porta il marito sull’orlo della pazzia con l’unico scopo di riacquistare l’armonia e la serenità perdute e che ritroverà solo nelle ultime pagine del libro. Forse.
Andrea Salieri
La percezione della follia, 149 pagg
Edizioni Clandestine (Collana “Narrativa”)