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Sunday, May 29, 2005
La cerimonia del massaggio - Alan Bennett



“Dietro di lui c'era un muscoloso ragazzo dal cranio rasato, con occhiali scuri, completo nero e maglietta nera che, senza gli occhiali e a volte (troppo di rado, secondo alcuni telespettatori) senza nemmeno la maglietta, appariva ogni sera in una soap di una rete nazionale. La settimana prima aveva sconvolto il pubblico stuprando sua madre senza alcuna giustificazione; poi era venuto fuori che lei se l'era cercata e che non erano neanche parenti, ma ciò nonostante il giovanotto godeva ancora dell'estasiata ripugnanza del paese. Nella vita reale, però, come si affannava a sottolineare in tutti i talk-show dove lo invitavano, era un bonaccione: e in effetti, pochi minuti dopo lo stupro incestuoso, lo si poteva trovare su un altro canale a scegliere i tre mobili d'antiquariato che avrebbe comprato con un budget massimo di cinquecento sterline”.

 

Con questo racconto lungo (o romanzo breve) di sole 95 pagine, Alan Bennet dimostra una volta di più la sua abilità nell’architettare storie capaci di strappare il sorriso anche in situazioni a prima vista drammatiche. Dopo il successo di “Nudi e crudi” (dove si rideva amaramente sulle conseguenze di uno strano furto subito in casa) lo scrittore di Leeds, con la sua consueta ironia e intelligenza, se la prende questa volta con i cerimoniali, i riti e gli idoli tipici della middle class londinese e del mondo dello spettacolo.

Lo spunto dal quale partire per riflettere sulla falsità che sembra regolare tutti i rapporti umani è fornito da una cerimonia funebre che si trasforma rapidamente in happening mondano dove ciò che conta non è ricordare il “caro” estinto, ma esserci. Se si aggiunge la circostanza che il defunto da commemorare è morto in strane circostante in Perù e che di professione faceva il massaggiatore, ma al tempo stesso non disdegnava la possibilità di arrotondare con qualche prestazione extra. Prestazioni che quasi tutti i presenti al funerale (compreso il prete che celebra il rito) hanno sperimentato e il ricordo delle quali più che generare rimpianti provoca una certa apprensione viste le strani voci che circolano sulle possibili cause della morte. E sono proprio le descrizioni della fauna variopinta ed eterogenea che affolla la chiesa a strappare i sorrisi più amari, una folla che non sembra aver avuto mai troppa confidenza con il messe e riti liturgici in generale (vale per tutti l’esilarante ritratto della scrittrice di best sellers che scambia un’acquasantiera per un posacenere).

Tuttavia, nonostante il tono scanzonato e a tratti farsesco, la scrittura leggera (ma mai banale) e una comicità che affonda le sue radici nel tipico humour britannico, Alan Bennett non perde mai di vista il suo obiettivo principale. Sembra girarci intorno, quasi indeciso se colpire o meno, ma quando affonda i colpi lo fa con maestria e riesce così nell’intento di smascherare le contraddizioni e la decadenza di una società troppo legata al culto dell’immagine e vittima consenziente degli eccessi e dei falsi miti che ha contribuito a creare.

 

Alan Bennett

La cerimonia del massaggio, 95 pagg

Adelphi (Collana “Piccola Biblioteca Adelphi”)


Posted at 01:01 am by F.P.

 

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