“Io non mi ero mai sentita integrata nella benché minima cosa, e verso chi lo era provavo un misto di disprezzo e gelosia. Ero sempre stata sola, e non mi sarebbe dispiaciuto se fosse stata una scelta. Ma non lo era mai stata. Sognavo l’integrazione, anche solo per poi concedermi il lusso della disintegrazione.
Sognavo soprattutto di diventare amica di Christa. Avere un’amica mi sembrava incredibile. Tanto più se l’amica era Christa… ma no, impossibile persino sperarlo.
Per un attimo mi chiesi perché quell’amicizia mi sembrasse così desiderabile. Non trovai una risposta chiara: quella ragazza aveva qualcosa, ma non riuscivo a capire di cosa si trattasse”.
Amélie Nothomb, scrittrice belga di lingua francese, è nata a Kobe in Giappone nel 1967 e ha pubblicato il suo primo romanzo “Igiene dell’assassino” nel 1992. Il romanzo diventa un successo editoriale a livello mondiale e da quel momento la sua autrice pubblica regolarmente un libro ogni anno.
“Antichrista” è la storia inquietante ed emozionante di un’amicizia adolescenziale destinata a tramutarsi in odio. La protagonista, e voce narrante, è una ragazza di sedici anni, Blanche, con una vita sociale pressoché nulla, senza amici e vittima della sua stessa insicurezza che sfoga in una passione/ossessione per i libri che divora chiusa nella sua camera. A sconvolgere la vita di Blanche sarà l’incontro con la coetanea Christa che segnerà l’inizio di una amicizia inattesa e apparentemente carica di promesse e speranze che verranno sistematicamente deluse.
Le due ragazze rappresentano l’immagine speculare e contrapposta l’una dell’altra, e se Blanche è solitaria e quasi invisibile agli occhi dei compagni d’università, Christa è sempre al centro dell’attenzione, viziata e coccolata, sicura del proprio fascino e del carisma che sa esercitare in ogni momento e situazione. In un primo momento Blanche si lascerà circuire e sedurre dalla nuova amica, vittima del suo stesso bisogno di amicizia, complicità e apertura ad un mondo che le era sempre sembrato estraneo e poco attraente. Amicizia che si dimostrerà ben presto a senso unico e che, in un continuo alternarsi di odio e venerazione, porta Blanche a soffrire silenziosamente in un primo momento, per trasformarsi in seguito da martire a carnefice con un finale a sorpresa che spiazza e lascia disorientato il lettore.
Amélie Nothomb analizza con precisione chirurgica e con il suo stile incisivo, come sempre sorretto da un sottile umorismo nero, la fragilità dei sentimenti e la falsità che spesso li anima e alimenta. Non si schiera né da una parte né dall’altra, ma non per questo il suo sguardo risulta distaccato e privo di passione, al contrario riesce a mantenere sempre elevata l’intensità della narrazione nonostante il racconto si basi su un’idea di fondo già ampiamente trattata.
Amélie Nothomb
Antichrista, 117 pagg
Voland (Collana “Amazzoni”)