“Erano state drogate. Come me.
Erano innamorate. Come me.
Avrebbero mantenuto il segreto per sempre. Come me.
Siamo bestie e questo ci consola.
Non conosciamo colpa,
nessuna colpa.”
Romanzo gotico, favola dark che muove i suoi passi nell’atmosfera apparentemente serena di un Campus americano. Protagonisti un professore affascinante e sua moglie. Donna ambigua, ma dotata di un sensualità perversa e irresistibile. Al loro fianco, un gruppo di studentesse che sono irrimediabilmente vittime del fascino misterioso di entrambi. Ognuna di loro crede di essere speciale, unica, ma la realtà è ben diversa dalla fantasia. Lo imparerà sulla sua pelle la giovane e brillante Gillian Brauer che, come le ragazze che l’hanno preceduta, si lascerà trascinare consenziente in un vortice di passione, incubi e desideri. Solo quando scoprirà casualmente il vizio e la depravazione, la crudeltà e la falsità della coppia che l’ha plasmata a suo piacimento, Gillian si trasformerà da vittima a predatrice.
Una storia d’amore crudele, torbido e malato, come le statue di legno scolpite dalla moglie del professore, sfacciatamente erotiche nella loro primitiva rozzezza. Sesso più sottinteso che descrittivo, sorretto da un’abile indagine psicologica da una maestra del genere.
J.C. Oates mette in scena una storia ricca di morbosa sensualità e d’atmosfera gelida e rarefatta come quella del gelido inverno del Catamount College, che non fa altro che confermare il suo talento narrativo e l’abilità di costruire romanzi giocando sulle emozioni più che sugli avvenimenti.
Joyce Carol Oates
Bestie, 156 pagg
Mondadori ( Collana “Oscar scrittori del ‘900”)