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Saturday, May 21, 2005
Me parlare bello un giorno - David Sedaris



“Non ho mai pensato di avere gusti culinari particolarmente esigenti, ma è dura mantenere il sorriso quando sembra che in un piatto non ci possano essere meno di dodici ingredienti, uno dei quali, poco ma sicuro, non mi piacerà. Ordinerei il filetto con stufato di pesche, ma mi lascia perplesso la salsa a base di aspirina. Le capesante non sembrano male, ma poi mi sento dire che le servono in un brodo di liquore al malto con litchi secchi mummificati. Quello che davvero vorrei è una sigaretta, e ogni volta passo al setaccio il menu con la speranza che qualche giovane chef coraggioso abbia infine riconosciuto il tabacco come verdura. Fatemelo al forno, al vapore, alla griglia, farciteci le conchiglie di Quahog o quel che vi pare, basta che mi diate qualcosa di familiare a cui aggrapparmi”.

 

David Sedaris è stato definito da Publisher Weekly come “…spassoso e feroce: il miglior talento comico d'America” ed è sicuramente uno degli autori americani contemporanei di maggior successo.

I suoi racconti sono dichiaratamente autobiografici, divertenti, grotteschi e con la giusta dose di ironia. Lo sguardo rivolto alla società, agli strani e a tratti incomprensibili meccanismi ad incastro che la fanno muovere è spietato, ma solo in superficie. Sedaris ama i suoi personaggi e il volto umano dell’autore si rivela ben presto sotto gli occhi del lettore. La narrazione è veloce, snella, così come il linguaggio che ben si adatta al tono farsesco e alle battute caustiche che strappano continue risate.

“Me parlare bello un giorno” (“Me talk pretty one day”) è il suo ultimo best seller, un libro ancora più marcatamente autobiografico delle due precedenti raccolte di racconti pubblicate in Italia (“Ciclopi”, “Holidays on ice”) e si apre con le disavventure del suo piccolo protagonista alle prese con un fastidioso (per gli altri) difetto di pronuncia. Pagina dopo pagina Sedaris ci racconta la sua infanzia, la scoperta di essere omosessuale e i rapporti con una famiglia decisamente sopra le righe. Particolarmente preso di mira risulta essere il padre, un ingegnere IBM amante del Jazz che cerca in tutti i modi di convincere i figli a formare un trio musicale (le lezioni di chitarra con l’insegnante nano valgono da sole il prezzo del libro).

Pagina dopo pagina si fa sempre più chiara l’impressione che Sedaris si sia davvero divertito durante la sua stesura (durata solo sette mesi) e che il fatto di aver vissuto sulla propria pelle le situazioni narrate sia alla base del meritato successo. Ed è proprio lo stesso l’autore a confermare quest’ultima affermazione durante un’intervista rilasciata a Linda Richards di January Magazine: “…sono così felice di aver vissuto così tante esperienze umilianti. Mentre scrivo, penso: questa è una grande storia. Se scrivi delle stronzate e delle umiliazioni che altri hanno subito, la narrazione non funziona altrettanto bene. Mi spiego, si può fare, ma il risultato è di gran lunga migliore se racconti che stronzo sei tu. E' molto più semplice in questo modo!”.

 

David Sedaris

Me parlare bello un giorno, 269 pagg

Mondadori (Collana “Strade Blu”)


Posted at 09:06 pm by F.P.

 

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