“Questo è un drive bar in stile americano. Sugli sgabelli c'è un logoro vellutino rosso, i tavoli sono di legno scuro consunto e polverose felci artificiali spuntano da lunghe fioriere di ottone tra i separè. La luce soffusa scintilla da lampade di vetro ingiallito a forma di conchiglia fissate tutt'intorno alle pareti grigio-verdi. Mi piace lavorare qui, per lo più: dormire di giorno e vivere il giorno di notte…”
Carmel è una ragazza come tante altre. Ha vent'anni, vive in un piccolo appartamento a Manchester e lavora come barista, soprattutto di notte. Quando non lavora le capita di sentirsi sola, inadeguata. Cerca l’amore, ma ne ha anche paura, vorrebbe trovare il principe azzurro, ma tiene sempre pronta anche una via di fuga. In fondo quello che vuole è solo una “possibilità”. Non le piace la società in cui vive e odia la violenza. Cerca di non mostrare debolezze, controlla le proprie emozioni a tal punto da sembrarne immune.
Gwendoline Riley racconta il percorso di crescita della protagonista alla ricerca di se stessa. Il suo tentativo di dare un senso alla propria vita e di trovare finalmente il posto nel mondo che l’è stato assegnato. Successo di critica e lettori in Inghilterra e America (“Carmel è una fata Bukowski in All Star rosa” LA Times), si può definire come romanzo di formazione pur non cadendo nelle facili banalità e stereotipi giovanili. Grazie a una scrittura snella, senza artifici e trovate letterarie da lanciare al lettore per farlo abboccare, l’autrice dimostra di aver appreso la lezione di un maestro come Carver, riuscendo nell’intento di condividere con il lettore dubbi e incertezze, di mostrare le emozioni e i sentimenti con il minor numero di parole.
Gwendoline Riley
Carmel, 136 pagg
Fazi (Collana “Lain”)