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Tuesday, May 03, 2005
Lunedì blu - Arnon Grunberg



“Avrei dovuto risponderle che anche io le dicevo delle frasi carine per sentire uscire dalla sua bella bocca qualche parola gentile, e che probabilmente gli uomini pensavano che non fosse il caso di turbare con la verità una ragazza così giovane e attraente. Avrebbe dovuto imparare a convivere con le bugie che le avrebbero raccontato, e con quelle che lei avrebbe raccontato a loro. Un giorno sarebbe diventato vecchia e rugosa, e nessuna si sarebbe più presa la briga di risparmiarle la verità. Non doveva prendersela troppo, né con me né con gli altri. Quando si è vicini a qualcuno, si cerca di non pensare a ciò che si è fatto della propria vita, né a ciò che se ne farà”.

 

Arnon Grunberg nasce ad Amsterdam nel 1971 ed è considerato uno dei più importanti autori del panorama letterario internazionale (e addirittura scrittore di culto nel suo paese d’origine), ed è tradotto in 26 lingue. Dopo un’adolescenza turbolenta culminata con l’espulsione dal liceo e diverse esperienze nei più svariati campi lavorativi (vale la pena di ricordare l’esperienza fallimentare come editore di "libri tedeschi non ariani"), nel 1994 pubblica “Lunedì blu” (Blauwe maandagen), con cui vince il premio come migliore scrittore esordiente olandese. Il libro è un successo immediato e di proporzioni tali da essere tradotto in tutto il mondo rendendo l’autore una celebrità a soli ventitre anni.

“Lunedì blu”, dopo la prima pubblicazione del 1996 con Mondatori, ritorna ora in edizione tascabile grazie alla Instar Libri che ha di recente pubblicato anche l’ultimo libro dell’autore “Dolore fantasma”. L’opera prima di questo straordinario autore olandese è davvero un piccolo capolavoro, un concentrato di autoironia e dissacrante (a tratti involontaria) comicità che sulla falsariga dei romanzi di formazione (vale per tutti “Il giovane Holden” di Salinger) mette in scena i dubbi e le incertezze tipiche di una generazione che non sopporta l’ipocrisia delle istituzioni, rifiuta le convenzioni e stenta a trovare il proprio ruolo in una società con la quale ha poco da condividere.

Protagonista della narrazione è il giovane Arnon che deve fare i conti con un padre alcolista dal lavoro misterioso e una madre scampata alla tragedia dell’Olocausto, ma ugualmente vittima dei suoi incubi e delle sue nevrosi. Arnon si muove all’interno di una comunità ebraica che lo lascia indifferente, passa le sue giornate seduto più ai tavoli dei bar che a quelli di scuola, consegna medicine a domicilio e non riesce a comprendere fino in fondo cosa sia l’amore (“…ami quello che hai a portata di mano, e non è il caso di rifletterci troppo. Altrimenti finisci in uno di quei posti dove c'è sempre un pazzo pronto a spararti addosso”). Finisce così per frequentare un giro di prostitute che rappresenta il surrogato di qualcosa di irraggiungibile. Un ripiego, una scelta quasi obbligata che lo costringe a non frequentare mai più di una volta la stessa ragazza in modo tale da cristallizzare il momento e renderlo, se non magico, quanto meno unico e irripetibile. Avventure, episodi e piccole perle di saggezza stralunata che si alternano per dare vita ad una farsa dai toni tragicomici, che caratterizzerà anche i lavori successivi di Grunberg, tutti impertinenti, sfacciati, assurdi, graffianti, ma sempre pronti a lasciare una punta d’amarezza sulla lingua del lettore.

 

Arnon Grunberg

Lunedì blu, 264 pagg

Instar Libri



Posted at 06:04 pm by F.P.

 

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