Le mille luci di New York - Jay McInerney
“Sul bordo della pista da ballo c’è una ragazza che ha l’aria di essere la tua ultima occasione di salvezza su questa terra. Sai di sicuro che se affronterai tutto solo il mattino, senza nemmeno gli occhiali da sole – che hai trascurato di portarti dietro, perché dopotutto chi le mette in programma, queste sceneggiate? - la dura luce del giorno ti tramuterà in carne e ossa. La mortalità ti trafiggerà passando per la retina.”
Jay McInerney racconta storie che, con una prosa lineare e pungente, colpiscono il lettore dalla prima all’ultima pagina. Dotato di una penna brillante ed energica, contagiata da una massiccia dose d’ironia, frequenti colpi di scena e da un’abilità narrativa decisamente sopra la media, ha raggiunto il successo fin dal suo primo romanzo “Le mille luci di New York” entusiasmando pubblico e critica tanto da convincere Fernanda Pivano a definirlo come "lo stilista della letteratura americana contemporanea".
“Bright lights, big city” (questo il titolo nella versione originale), è il resoconto del fallimento di tutti gli obiettivi che il protagonista s’era prefissato. La fine del matrimonio con una giovane e ambiziosa modella è solo l’ultima delle vicissitudini che lo spingono a rifugiarsi nell’oblio artificiale della cocaina e della vita notturna frenetica della Grande Mela. Il licenziamento e l’ammissione che il proprio comportamento affonda le radici nel rapporto insoluto con la madre morta di cancro, rappresentano le altre tappe fondamentali del cammino che lo porteranno alla consapevolezza di aver toccato il fondo e alla conseguente decisione di dover “imparare tutto daccapo”. Ed è proprio quando narra questa presa di coscienza che McInerney regala le pagine migliori del libro. Dense di una dolcezza e di una malinconia a tratti disarmante, capaci di commuovere pur senza scadere nello sfacciato sentimentalismo.
A fare da contorno l’atmosfera newyorkese degli anni ottanta, dominata dall’edonismo e dalla ricerca del piacere a tutti i costi anche tramite il sacrificio dei valori più tradizionali. Situazioni e circostanze che hanno portato McInerney ad essere etichettato come portavoce degli yuppies e della “Non generation”. Definizioni queste che risultano limitative per un autore che è riuscito a delineare in modo esemplare l’altra faccia dell’America, quella che si nasconde dietro una facciata lucida e patinata per esorcizzare i dubbi e le contraddizioni di un’intera generazione.
Jay McInerney
Le mille luci di New York, 158 pagg
Bompiani (Collana “I grandi tascabili”)
Posted at 08:20 pm by F.P.