“…la prima volta che ho fatto l’amore con Heather avrei dovuto farmi di E. Con le sconosciute funziona alla grande, le barriere crollano, con il risultato che l’amore con una sconosciuta, sotto E, diventa fantastico. Con una che si ama, invece, le barriere dovrebbero già essere cadute comunque, per cui la chimica non dovrebbe fare nessuna differenza.”
Irvine Welsh, nato in Scozia ed esponente di punta della “chemical generation” deve la sua grande notorietà ad un romanzo di culto come Trainspotting e all’omonimo film diretto da Danny Boyle. Ecstasy riprende le tematiche e lo stile del primo libro e si divide in tre romanzi brevi dove protagonista è ancora una società alla deriva che cerca di stare a galla in squallide ambientazioni di periferia. Per sopravvivere si ricorre alla droga che sembra rappresentare l’unico salvagente cui aggrapparsi per non lasciarsi travolgere dalla noia e dai problemi della vita quotidiana. Tuttavia anche le anfetamine risultano surrogati insufficienti e provvisori allorquando ci si deve scontrare con una realtà precaria fatta di crisi d’astinenza ed espedienti non sempre legali. Nell’inferno della vita sulle strade, in mezzo a verità che colpiscono alla bocca dello stomaco togliendo il fiato, Welsh conduce i suoi personaggi alla ricerca di risposte in grado di sorreggerli nei momenti più difficili. Ecco allora, per esempio, che uno dei protagonisti si trova all’improvviso a scoprire che l’amore può essere una valida alternativa alla dose e allo “sballo”.
La prosa di Welsh segue degli schemi cinematografici, procede a fotogrammi veloci e spiazzanti, caratterizzati da una colonna sonora hardcore ossessiva e urlante. L’utilizzo di un linguaggio nuovo e privo di pregiudizi, spregiudicato e ricco di humour nero a cui si affianca un gusto per l’eccesso conferisce ai suoi romanzi la capacità di spiazzare e affascinare senza dimenticare di regalare intelligenti spunti di riflessione.
Irvine Welsh
Ecstasy, 295 pagg
TEA (Collana “Teadue”)