Definito da Publisher Weekly come “Spassoso e feroce: il miglior talento comico d'America”, David Sedarsi è sicuramente uno degli autori americani contemporanei di maggior successo.
Attualmente vive a Parigi, ma prima di diventare autore di culto ha trascorso la sua giovinezza fra viaggi, lavori provvisori e tentativi maldestri di superare le insicurezze maturate durante l’infanzia. Il successo arriva inaspettato grazie ad una serie di letture radiofoniche dei suoi racconti che culminano con la pubblicazione prima su riviste del calibro di Esquire e New Yorker per essere in seguito raccolte in un libro che, nel 1994, diventa immediatamente un best seller.
I racconti di Sedaris sono dichiaratamente autobiografici, divertenti, grotteschi e ricchi di ironia. Il suo sguardo sulla società, sugli strani e a tratti incomprensibili meccanismi ad incastro che la fanno muovere, è spietato e umano al tempo stesso. La narrazione è veloce, snella, così come il linguaggio che ben si adatta alle battute caustiche e al tono farsesco che strappano continue risate.
In Italia, a cura di Mondadori, sono state pubblicate tre raccolte. “Ciclopi”, “Holidays on ice” e il recente “Me parlare bello un giorno” (“Me talk pretty one day”).
Il primo unisce i racconti di due diverse raccolte (“Barrel fever” e “Naked”) e prende di mira tutte le manie e gli stereotipi della società americana. Si tratta di racconti di sicuro impatto, divertenti ma che sono anche il resoconto di una vita non sempre facile, ma affrontata sempre con la giusta dose di spensieratezza e incoscienza. Ciclopi contiene “I diari del paese di Babbo Natale”, forse il racconto più famoso di Sedaris e oggetto di culto fra i suoi fans, che narra di quando l’autore in cerca di lavoro venne assunto dai grandi magazzini Macy’s per interpretare la parte di uno degli elfi di Babbo Natale. Il risultato è una narrazione assolutamente dissacrante e feroce che colpisce una delle icone da sempre giudicate intoccabili.
"Holidays on ice" contiene solo quattro racconti, tutti impedibili, fra i quali spicca “Natale significa dare”. Uno spaccato di vita borghese, di contrasti e spietate rivalità fra vicini di casa ben lontane dallo spirito natalizio e si conclude con una delle due famiglie intenta a donare i propri figli ad un barbone.
“Me talk pretty one day”, il suo ultimo best seller è un libro ancora più marcatamente autobiografico e si apre con le disavventure del suo piccolo protagonista alle prese con un fastidioso (per gli altri) difetto di pronuncia. Pagina dopo pagina Sedaris ci racconta la sua infanzia, la scoperta di essere omosessuale e i rapporti con una famiglia decisamente sopra le righe. Particolarmente preso di mira risulta essere il padre, un ingegnere IBM amante del Jazz che cerca in tutti i modi di convincere i figli a formare un trio musicale (le lezioni di chitarra con l’insegnante nano valgono da sole il prezzo del libro).
Leggendo il libro, si ha l’impressione che Sedaris si sia divertito molto durante la sua stesura (durata solo sette mesi) e che il fatto di aver vissuto sulla propria pelle tutte le situazioni narrate sia sicuramente alla base del meritato successo. Ed è proprio lo stesso l’autore a confermare quest’ultima affermazione durante un’intervista rilasciata a Linda Richards di January Magazine: “…sono così felice di aver vissuto così tante esperienze umilianti. Mentre scrivo, penso: questa è una grande storia. Se scrivi delle stronzate e delle umiliazioni che altri hanno subito, la narrazione non funziona altrettanto bene. Mi spiego, si può fare, ma il risultato è di gran lunga migliore se racconti che stronzo sei tu. E' molto più semplice in questo modo!”
"Nel ruolo di Maria, Shannon Burke, sei anni, riesce a malapena a farci credere di essere vergine. La sua presenza scenica è stucchevole e compiaciuta, e l'interpretazione ha come unico punto di forza la capacità di sollevarsi la gonna e, in rarissime occasioni, di aprire gli occhi. A Douglas Trazzare,l'allievo di seconda elementare che interpreta Giuseppe, qualcuno dovrebbe ricordare che, nonostante il suo personaggio non abbia tecnicamente ingravidato la vergine Maria, sarebbe tuttavia opportuno che desse l'impressione di essere in grado di farlo".
(Holydays on ice - Holydays on ice, 1997)