“E’ stato magnifico. Torce, vertigini, canti. Lupi ululanti attorno a noi, e un toro che mugghiava nel buio. Il fiume scorreva candido. Ricordo d’aver pensato di trovarmi come in un film a fotogrammi accelerati, la luna che cresceva e svaniva, le nuvole che correvano attraverso il cielo; le viti che si sviluppavano dal terreno così rapidamente che si avvolgevano intorno agli alberi come serpenti. Mi sentivo come un infante, non ricordavo il mio nome. Le piante dei piedi, ferite in più punti, non mi dolevano affatto…”
Dio di illusioni è una storia gotica, un romanzo di formazione che si trasforma in thriller psicologico e raffinato, ricco di segreti inconfessabili e colpi di scena. Affascinante e coinvolgente grazie alla perfetta caratterizzazione dei protagonisti, studenti di lettere classiche all’Hampden College nel Vermont, e al talento narrativo dell’autrice che elabora una perfetta alternanza di momenti descrittivi e introspettivi a pagine di follia e violenza.
Cinque studenti uniti dalla passione per il greco antico e stregati dal fascino di un eccentrico professore che accetta nel suo corso solo pochi e selezionati allievi, si trovano a condividere un’amicizia che finirà per sconfinare nella complicità in seguito ad un delitto commesso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e in preda ad una sorta di trance dionisiaca. E’ l’inizio di un crescendo di bugie e violenze fisiche e psicologiche che si concluderà con un finale inatteso e drammatico.
L’opera di prima di Donna Tartt indaga nel profondo della fragile condizione umana, parla di amicizia, di fedeltà e d’amore. Sentimenti ed emozioni che viaggiano affiancati al senso di colpa che scaturisce in seguito al crimine commesso e ai relativi dubbi di natura etica che finiscono per ossessionare i protagonisti.
Fin dalla sua uscita, circa dieci anni fa, si parla di una possibile trasposizione cinematografica, ma al momento non ci sono sviluppi in questa direzione. E forse è meglio così, perché sarebbe difficile trasferire la stessa atmosfera ricca di suspense e mistero dalla carta alla celluloide.
"I can't think of anything worse than having to turn out a book every year. It would be hell. Part of the problem with success is that it seduces people into overproduction. When my first book came out, I was very confused because I was thrown into a world that I knew nothing about. I just kind of lived like a student, worked like a student. And then all of a sudden -- well, the metaphor that comes to mind is a shark tank. It wasn't quite that bad. But it was a shock. It was a bucket of cold water”( The Guardian).
Donna Tartt
Dio di illusioni, 535 pagg
Rizzoli (Collana “Bur La Scala”)
Posted at 01:49 am by F.P.