“Seduta sullo sgabello di un bar di via Goito tengo tra le mani il quarto gin lemon della serata…ho la vista appannata dall’alcol e non riesco a fare una panoramica completa del locale né di chi lo occupa.”
“Quo vadis, baby?” di Grazia Verasani è il primo titolo della nuova casa editrice di Gabriele Salvatores distribuita da Mondadori e figlia dell’idea che ha permesso la nascita della quasi omonima casa di produzione Colorado Film.
Protagonista del romanzo è la single quarantenne Giorgia Cantini, investigatrice privata che spende le sue notti ad ascoltare jazz e bere gin lemon seduta sugli sgabelli di locali fumosi. Batterista mancata e perseguitata dall’ossessione di aver sprecato la propria vita, la protagonista si lascia vivere trascinandosi disincantata e delusa per le strade di una Bologna (città che ha ispirato negli ultimi anni scrittori come Lucarelli, Nerozzi e l’ultimo romanzo di Morozzi) accogliente e nemica al tempo stesso. Nessuna ambizione e una routine che procede senza scosse scivolando fra i casi di ordinaria amministrazione che le vengono affidati, tradimenti, cause di divorzio o ricerche di informazioni su futuri mariti e moglie. Grazia, tuttavia, si porta dentro una ferita che non riesce a rimarginarsi completamente nonostante l’effetto anestetizzante del tempo. Una cicatrice dolorosa, provocata dal suicidio della sorella avvenuta sedici anni prima, che torna a sanguinare quando le viene recapitata una scatola di scarpe contenente le ultime lettere di Ada. Leggendo le lettere scopre l’esistenza di un misterioso amante e decide di provare a comprendere il motivo del suicidio e contemporaneamente di mettersi in gioco per meglio accettare persone, emozioni, sentimenti e situazioni che la circondano partendo da quello che si nasconde fra le pieghe della sua malinconia e insicurezza. Un cammino tortuoso da seguire scavando tra ricordi e immagini che fanno male, ma che la aiuteranno ad affrontare con maggiore determinazione i fantasmi che la perseguitano.
“Quo vadis, baby?” è decisamente un buon romanzo, un noir elegante e fuori dagli schemi condotto con mano ferma e una narrazione diretta e semplice che si avvale di un linguaggio immediato ed energico.
Grazia Verasani
Quo vadis, baby – 217 pagg
Colorado noir