Borderline - Valentina Colombani

"Borderline è il nome della mia malattia. La malattia che mi porta a raccontare balle, a essere autolesionista e promiscua sessualmente. Io sono Borderline. O pazza. O una stronza scandalosamente viziata. La mia malattia è l'impossibilità di essere normale. E questa è la mia storia".
La storia di una discesa all’inferno. Valentina ha diciassette anni, una madre apatica e assente che non riesce ad amarla e un padre dal quale fuggire per non essere soffocata da un amore troppo grande per essere ricambiato. I suoi giorni si consumano in equilibrio precario lungo una immaginaria linea di confine, “borderline”, cercando limiti sempre più difficili e pericolosi da oltrepassare. Malattie più fisiche che mentali, anoressia e bulimia, il desiderio di ferirsi, di provare dolore come una possibilità di esorcizzare la paura di accettarsi, di sentirsi normale. Droga, alcol e prostituzione. Sesso senza amore, perché anche quando l’amore sembra arrivare, Valentina cerca riparo nella fuga perché troppo concentrata su se stessa, sui suoi devastanti tentativi di auto distruzione per accettare un sentimento che non è in grado di gestire e vivere nella sua totalità.
Poi, all’improvviso, quando anche l’ultima tenue resistenza sembra essere vinta, quando anche le uscite di sicurezza sembrano chiuse, Valentina intravede la luce. Scopre il potere catartico della scrittura. Racconta la sua storia, mette a nudo la sua anima e nasce questo romanzo bello e terribile. Asciutto, privo di facili sentimentalismi. Una prosa scarna e essenziale perché solo così poteva essere. Senza pietà per se stessa e per i lettori. Perché l’unico modo di attraversare il buio e camminare nella luce, anche se ferita e barcollante, era quello di guardarsi allo specchio per raccontare la verità senza ricorrere a filtri ingannevoli. Descrivere la propria immagine riflessa senza ricorrere a inutili compromessi con la realtà.
Valentina Colombani
Borderline, 114 pagg
Einaudi (Collana "I coralli")
Posted at 01:17 am by F.P.