Fidanzata in coma - Douglas Coupland
“E dunque il momento arrivò. Gli anni settanta erano finiti. E con loro una certa dolcezza, qualcosa che non saprei definire se non come gentilezza. Ai cittadini moderni non era più concesso affettare ingenuità. Eravamo tutti logorati, il mondo girava più veloce…col tempo Karen finì per non essere più una persona, solo un’idea: qualcuno che dormiva in una camera in un luogo non meglio specificato. Dov’è Karen? Oh, non saprei. Da qualche parte”.
Douglas Coupland pubblica il suo primo libro nel 1991 e sicuramente non poteva immaginare che il titolo del suo romanzo sarebbe stato universalmente adottato, negli anni successivi, per definire e catalogare un’intera generazione. Generazione X diviene immediatamente la bibbia, il verbo, di una popolazione giovanile che, approssimandosi alla fine del millennio, è alla ricerca di risposte e prova a ritagliarsi uno spazio nella società (“Qual è il momento preciso che per te definisce esattamente il senso della vita su questo pianeta? Cosa ti resterà da portare via?”).
“Fidanzata in coma” (1997) segna un radicale cambiamento nello stile e nelle tematiche dell’autore di Vancouver. Si racconta la storia di un gruppo di amici alla fine degli anni settanta, turbata prima dalla morte improvvisa di uno di loro per leucemia (Jared) e poi per la caduta in coma di Karen senza alcun motivo apparente. Si sveglierà solo dopo diciassette anni, un tempo lunghissimo durante il quale i suoi amici sono cresciuti, hanno fatto esperienze diverse, si sono dovuti scontrare con passioni, emozioni e fallimenti. Hanno vissuto, in sintesi, tutte le contraddizioni e le ansie, la vacuità tipica degli anni ottanta. Si tratta sicuramente di una storia molto originale, con risvolti autobiografici (l’intera vicenda si svolge a Vancouver, città dove è cresciuto e vive l’autore) e probabilmente la più sentita e personale di Coupland. La voce narrante si alterna fra due personaggi e se la scelta appare indiscutibilmente interessante, tuttavia combinata con il salto temporale e la complessità della materia trattata (Karen si risveglia per annunciare la fine del mondo) rischia di compromettere l’omogeneità e di intaccare la lucidità della narrazione, anche se Coupland si sforza di mantenere sempre elevata l’attenzione sui suoi personaggi. Descritti, come suo solito, senza falsi moralismi e con drammatica partecipazione.
Douglas Coupland
Fidanzata in coma, 280 pagg
Feltrinelli (Collana “I canguri”)
Posted at 12:24 am by F.P.