“Non c'è un'irresistibile necessità di leggere la prefazione. Sul serio. Essa esiste soprattutto per l'autore, e per tutti coloro che, dopo avere finito il libro, per qualche ragione si siano trovati con niente altro da leggere. Se avete già letto la prefazione, e avreste preferito non farlo, ce ne scusiamo. Avremmo dovuto dirvelo prima”.
“Through the small tall bathroom window the December yard is gray and scratchy, the trees calligraphic. Exhaust from the dryer billows clumsily out from the house and up, breaking apart while tumbling into the white sky.
The house is a factory.
I put my pants back on and go back to my mother. I walk down the hall, past the laundry room, and into the family room. I close the door behind me, muffling the rumbling of the small shoes in the dryer, Toph's.
"Where were you?" my mother says.
"In the bathroom," I say.
"Hmph," she says.”
Storia vera? Così recita la prefazione, ma non è importante verificare l’attendibilità dei fatti. Ciò che conta è che siamo davvero di fronte ad un romanzo che lascia il segno. Prosa senza pause, pressante, eventi che si snodano lungo l’intero libro concatenandosi gli uni con gli altri anche se in apparenza scollegati.
Eggers racconta la sua vita senza scrivere un’autobiografia grazie ad una struttura degna di una fiction americana di successo. Offre al lettore il resoconto, magari esagerando in certi passaggi, dei drammi (piccoli e grandi) che l’hanno segnata, senza mai indugiare sul facile pietismo, sui trucchi che scatenano la lacrima facile. Al contrario condisce le quasi 400 pagine di ironia, di battute intelligenti e pungenti svelando grande capacità di sdrammatizzare anche nelle occasioni più infauste come la morte di entrambi i genitori.
Formidabile? Genio? Si tratta certamente di uno scrittore che merita attenzione e non solo per le sue trovate e per l’inventiva magnificamente rappresentate nella prefazione e nei ringraziamenti che da soli varrebbero il prezzo di copertina, ma anche e soprattutto per aver dato voce ad un’intera generazione in cerca di risposte. Romanzo di formazione, dunque, generazionale, ma non arrabbiato, solo a tratti rassegnato, dove si mettono in scena le paure e le ansie, i miti di un’America in cerca di se stessa. Una società che, messa di fronte alle proprie responsabilità, non scappa pur non conoscendo ancora il modo per affrontarle.
Dave Eggers
L’opera struggente di un formidabile genio, 370 pagg
Mondadori (Collana “Strade Blu”)