Jonathan Carroll è nato a New York il 26 gennaio del 1949 ed è considerato ed è sicuramente uno fra i più originali ed eccentrici scrittori contemporanei annoverando fra i suoi lettori colleghi come Jonathan Lethem, James Ellroy e Stephen King del quale è significativa la dichiarazione che “Jonathan Carroll fa paura quanto Hitchcock quando non fa ridere quanto Jim Carrey”.
Il padre era uno sceneggiatore di successo di Hollywood e la madre era una attrice di Broadway. Dopo aver trascorso una adolescenza difficile e tormentata, culminata con la morte di una amico durante un tentativo di rapina, comincia a pensare seriamente alla scrittura. Si iscrive alla Rutgers University e comincia a scrivere i primi racconti. In seguito alla laurea e a un master presso la University of Virginia accetta una cattedra d’inglese in un liceo per due anni prima di trasferirsi a Vienna, dove risiede tuttora, per insegnare all’International American School. Per ben nove volte è stato nominato per il World Fantasy Award e volte per il British Fantasy Award che ha vinto nel 1991 con il romanzo “Outside the Dog Museum”.
La sua scrittura è decisamente fuori dall’ordinario, surreale e sovente spinta all’eccesso grazie ad uno stile ipnotico e alle trame complesse dove tutto è vero e inverosimile al tempo stesso. La scena dove si muovono i suoi personaggi e a prima vista priva di qualsiasi logica e Carroll sembra divertirsi a cancellare i confini tra presente e passato, tra vita e morte, tra follia e razionalità alternando situazione esilaranti a momenti di raccapricciante terrore ("Jonathan Carroll è uno di quelli speciali, uno dei pochi. Apre una finestra che non immaginavi esistesse e ti invita a guardarci dentro. Ti dona gli occhi con i quali vedere e ti regala un mondo nuovo e straordinario", Neil Gaiman).
L'esordio narrativo di Carroll risale al 1980 con "Il paese della pazze risate", romanzo inquietante e difficile da classificare dove avventura e fantasia lasciano spesso la scena a situazioni horror e una massiccia dose di mistero e suspence. Thomas Abbey e Saxony Gardner, i due protagonisti del romanzo, decidono di scrivere la biografia di Marshall France un autore di fiabe che ha segnato in modo indelebile le loro vite. Decidono pertanto di recarsi al paese natale dello scrittore, Galen nel Missouri, dove vengono inaspettatamente accolti con simpatia e disponibilità dai cittadini di quella che solo apparentemente è una tranquilla piccola città del Midwest. Si accorgono bene presto, infatti, dell’atmosfera inquietante e misteriosa che aleggia intorno a loro e vengono investiti da un crescendo di eventi di difficile comprensione che al ritmo incalzante di continui colpi di scena li porterà ad un finale sorprendente.
“Mele Bianche” (“White Apples”, 2002) è il romanzo di maggior successo di Carroll sia a livello di critica che di pubblico. Una storia piena di personaggi che non si possono dimenticare e che affascinano fin dalle prime pagine. Vincent Ettrich è morto, ma viene riportato in vita per insegnare al figlio non ancora nato quanto imparato dopo la Morte (maestra di vita) al fine di salvaguardare l'ordine nell'universo minacciato da un strano personaggio grasso e perennemente in smoking che rapprenda il Caos. Al fianco di Vincent si alternano il suo grande amore Isabelle Neukor che darà alla luce il salvatore del mondo e il bellissimo angelo Coco che lo deve guidare nella sua missione e che finirà per innamorarsi di lui. Un romanzo che, come recita la quarta di copertina, è da considerare come “uno fra i più singolari degli ultimi anni: surreale, comico, psichedelico, romantico, indimenticabile”.
L’ultimo romanzo pubblicato in Italia è “Il mare di legno” che ci consegna un Carroll in splendida forma e che migliora libro dopo libro. Come per le opere precedenti, per gustare pienamente la lettura e apprezzarla, è necessario mettere da parte la razionalità e tuffarsi senza remore nell’universo visionario e magico dell’autore. Protagonista dell’avventura è Frannie McCabe, capo della polizia di Crane's View, una cittadina dello Stato di New York che all'improvviso vede sconvolgere la propria banale routine da una serie di eventi straordinari e miracolosi che prendono il via quando uno stranissimo cane a tre zampe entra nel suo ufficio e muore poco dopo. Ma nulla è come appare e il poliziotto si trova a fare i conti con la resurrezione del simpatico animale che dimostra un attaccamento alla vita fuori dall’ordinario. <br> “Il mare di legno” mette in dubbio le convinzioni del lettore, gli sottopone un nuovo punto di vista dal quale cercare di comprendere il senso della vita e della morte, stravolge le coordinate spazio-temporali per metterlo in difficoltà e spingerlo a riflettere su quanto fino a poco prima non era mai stato messo in discussione. "È impossibile incasellare Il mare di legno: questo meraviglioso romanzo racconta di viaggi nel tempo, di religione, di filosofia, di animali che parlano, di reincarnazione, di delinquenza giovanile, di omicidi e di megalomania. Ma è soprattutto una grande storia d’amore, in cui il protagonista è pronto a rinunciare a tutto per la donna che ama" (The Guardian).
”…man mano che si avvicinava alla porta dell’edificio, vedendo l’orrore di quanto stava accadendo dentro, fu assalito dallo sgomento. Avrebbe voluto fuggire, ma si fece forza e ricorse a ciò che aveva compreso di poter fare poco prima: parlò con se stesso morto.
Non un ratto gigante con il rossetto, bensì la seconda metà del proprio essere, quella che era nata nel momento in cui la prima parte di lui era morta in ospedale alcuni mesi prima. Era una delle poche cose che adesso Ettrich sapeva con assoluta certezza: esiste in ognuno di noi un essere vivente e uno morto, e sono entrambi essenziali a guidarci attraverso l’intera esistenza umana e a ricondurci al mosaico”
(White Apples - Mele Bianche, 2002)
Posted at 10:12 pm by F.P.