“Non credo – dissi molto freddamente – Il suo viso era bello, indubbiamente, ma di un tipo di bellezza tradizionale. E poi devi riflettere sulla situazione. Quella donna aveva appena ucciso un uomo. Non può dunque stupire la sua espressione profonda e misteriosa. E poiché quella donna è molto bella, ti è sembrato che la sua bellezza fuori dal comune assumesse anche una sorta di spettralità. Ma se tu l’avessi incontrata in una casa di piacere, l’avresti presa per una geisha”.
Jun’ichiro Tanizaki (1886-1965) fu uno degli esponenti di punta della corrente letteraria orientale più vicina a quella occidentale senza tuttavia tradire mai completamente le tradizioni e lo spirito giapponese. La sua produzione letteraria segue un percorso tortuoso basato sull’esplorazione delle zone più oscure dell’animo umano, fino a svelarne i desideri più nascosti e inconfessabili. Un perfetto equilibrio fra indagine psicologica e morbosa sensualità dove è sempre protagonista la donna bella e crudele e un sottile ma esplicito gusto per il sadismo e la perversione. Tematica che ritorna puntualmente anche nel romanzo breve “Morbose fantasie” apparso per la prima volta nel 1918 a puntate su due dei principali quotidiani del tempo (“Osaka Mainichi Shimbum” e “ Tokyo Nichinichi Shimbum”).
“Morbose fantasie” racconta l’ossessione del ricco Sonomura che, dopo aver spiato la misteriosa Eiko uccidere un uomo e fotografarne il viso senza vita, decide di farsi uccidere a sua volta dalla donna bella e crudele che non riesce a dimenticare. Accanto al sadismo della donna si affaccia il complementare impulso masochistico e autodistruttivo dell’uomo, sedotto da un gioco perverso e al tempo stesso affascinante.
Una storia inquietante e sensuale, un complicato e ambiguo gioco di specchi dove realtà e fantasie (desideri?) si alternano fino a confondersi. Magistralmente condotta con un stile sobrio, misurato e a tratti claustrofobico come deve risultare un noir di classe, ma anche un omaggio a due degli autori che più influenzarono la scrittura di Tanizaki, Poe e Wilde.
Jun’ichiro Tanizaki
Morbose fantasie, 82 pagg
Einaudi (Collana Tascabili Classici)