Stepping Stone

ESISTONO DUE CATEGORIE DI LIBRI: I LIBRI PER ADESSO E I LIBRI PER SEMPRE






rss feed



Sunday, May 01, 2005
Diary - Chuck Palahniuk



“Oggi un uomo ha chiamato da Long Beach. Ha lasciato un lungo messaggio alla segreteria telefonica, borbottando e gridando, parlando veloce e lento, giurando e minacciando di chiamare la polizia, di farti arrestare. Oggi é il giorno più lungo dell'anno, ma ancora ogni giorno lo é. Il tempo oggi é preoccupazione in aumento seguita da pieno sbocciare di terrore. L'uomo che sta chiamando da Long Beach dice che la sua stanza da bagno é scomparsa.”

 

Scrittore di culto fin dal primo romanzo Fight Club, Chuck Palahniuk mette in scena storie complicate da trame ingarbugliate, con frequenti colpi di scena e ribaltamenti di ruoli dove i colpevoli diventano vittime e viceversa, il tutto supportato da espedienti ingegnosi e trovate demenziali. Atmosfere ricche di tensione e massicce dosi di ironia, senza mai tralasciare i momenti di profonda riflessione e di caustica analisi del tessuto sociale. Non rimane molto spazio per i sentimenti e se, talvolta, sembra affacciarsi un tenue barlume di speranza è solo per far posto ad una sensazione di sconfitta imminente, una forte carica auto distruttiva e un nichilismo senza possibilità di replica.

Caratteristiche, queste, riscontrabili anche nell’ultima fatica dell’ex camionista di Portland. Diary è una delle storie tipiche di Palahniuk, un romanzo dove all’inizio il lettore non si rende pienamente conto di quello che potrà succedere pagina dopo pagina. Poi i tasselli che compongono il mosaico cominciano a combaciare e si arriva alla fine disorientati perché tutte le convinzioni sotto i colpi di rivelazioni impensabili e avvenimenti imprevedibili. Se lo stile dell’autore è immutato, non è così per la narrazione che si dipana sotto forma di un diario che la protagonista Misty comincia a scrivere quando il marito entra in coma in seguito al tentativo di suicidarsi. La penna di Palahniuk non può, tuttavia, raccontare di un diario normale, da casalinga insoddisfatta, ma si rivela ben presto come l’autopsia cinica e meticolosa di una discesa all’inferno ("Tutto é un autoritratto. Inclusa l'autopsia del tuo cervello. La tua urina. Veleni, droghe, malattia. Ispirazione. Ogni cosa é un diario"). Un diario dal contenuto grottesco, stravagante. A tratti confuso e inspiegabile come gli avvenimenti che turbano la vita della protagonista. Spariscono stanze e appaiono messaggi inquietanti il cui misterioso contenuto verrà svelato solo nelle ultime pagine del libro quando Misty scoprirà che il suo destino è stato manovrato e che su di lei incombe un burattinaio folle che muove i fili seguendo un macabro rituale che dura da secoli.

Diary è un romanzo dove la suspense regna incontrastata, palpabile e senza cali di tensione anche se attraversata dal consueto humour nero di Palahniuk che tuttavia per la prima volta appare velato da una profonda malinconia e tristezza.

Essenziale, limato, senza troppi avverbi o inutili giri di parole. Ricco di riferimenti e ripetizioni che conferiscono alle parole un movimento circolare che sembra prima portare ad una implosione che non ha nulla di catartico, ma che pagina dopo pagina si manifesta con prepotenza devastando e contagiando ogni singola situazione e personaggio.

 

 

Chuck Palahniuk

Diary, 286 pagg

Mondadori



Posted at 05:53 pm by F.P.

 

Leave a Comment:

Name


Homepage (optional)


Comments




Previous Entry Home Next Entry