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Saturday, April 16, 2005
Lune di miele. Precauzioni per l'uso - Chuck Kinder



“Grazie a Dio è venerdì, pensa Lindsay mentre inizia la giornata dando di stomaco in bagno per una buona mezz’ora, cosa di cui come al solito Jim non si accorge o si rifiuta di prendere atto. Poi telefona Shorty per proporre un itinerario a quanto pare interessante che consiste in una giornata intera di divertimento in attività criminali da condividere con il suo fratello di sangue Jim, il che significa che per l’intera giornata Lindsay avrà il piacere di aspettarsi da un momento all’altro una chiamata della polizia che le dice di andare a riprendersi quel teppistello del marito”.

 

“Lune di miele”, terzo libro di Chuck Kinder, ha avuto una genesi sofferta tanto da essere più volte abbandonato e poi ripreso fino ad arrivare a più di tremila pagine dove si raccontano l’amicizia di due grandi scrittori prima di diventare tali.

Ambientato nella California degli anni settanta, Lune di miele è il racconto romanzato e al tempo stesso autobiografico del rapporto fra l’autore e Raymond Carver nascosti dietro gli pseudonimi di Jim Stark e Ralph Crawford. Ed è proprio la continua sovrapposizione fra realtà e fantasia, tra ricordi più o meno sfumati ed episodi inventati che ha permesso a Kinder di creare un romanzo indimenticabile.

Un’opera di proporzioni epiche che diventò romanzo vero e proprio solo grazie a Scott Turow che lo rimaneggiò fino a portarlo a novecento pagine e al successivo intervento dell’editor di Kinder che con un altro taglio ridusse ulteriormente di 450 pagine il manoscritto per arrivare ad una versione che risultasse idonea alla pubblicazione.

Entrambi i protagonisti sopravvivono grazie a trovate non sempre legali, ai margini della società e trovano conforto, prima che nella scrittura, nell’alcol e nel sesso. Le emozioni, i sentimenti e le situazioni, tristi o gioiose, felici o squallide sono tutte ritratte sotto una luce forte e eccessiva, quasi non esistessero le vie di mezzo ("Lune di miele possiede la luce magica di un mondo leggendario che non esiste più. È un romanzo divertentissimo sull’amicizia e sulla fragilità umana", Richard Ford).

La scrittura di Kinder si snoda in modo semplice ed elegante senza perdere efficacia nemmeno quando si tratta di spaziare fra personaggi e tempi diversi o quando racconta aneddoti divertenti evitando di ridurli ad episodi fini a se stessi.

C’è ironia, senso del grottesco, simpatia e comicità, ma mai pietà o compassione nei confronti dei protagonisti che fin dalle prime pagine appaiono quanto mai reali e genuini in ogni loro manifestazione tanto da far dire a Jay McInerney che "…se Lune di miele non vi fa ridere, piangere ed emozionare, allora è meglio che consultiate subito un medico".

 

Chuck Kinder

Lune di miele. Precauzioni per l'uso, 392 pagg

Fazi (Collana “Le strade”)



Posted at 09:58 pm by F.P.

 

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