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Sunday, April 17, 2005
Storie di ordinaria follia - Charles Bukowski



“…l'LSD può pure farti a pezzi perché non è un'arena per leali impiegati delle poste. certo, l'acido cattivo al pari di una cattiva puttana può metterti fuori gioco. anche il gin fattincasa nella vasca da bagno ha avuto, durante il proibizionismo, i suoi bei dì. la legge crea la propria malattia in velenosi mercati neri. ma, perlopiù, i brutti "viaggi" psichedelici sono dovuti al fatto che chi vi si imbarca era già avvelenato. dalla stessa società. se un uomo ha preoccupazioni, per l'affitto, la rata dell'auto, il cartellino da timbrare, mandar il figlio all'università, portar l'amante a cena in un locale carissimo, l'opinione dei vicini di casa, il bene della patria, mio dio cosa succederà a Brenda Starr, allora una compressa di LSD lo farà, probabilmente, impazzire perché, in certo senso, è già pazzo e tira avanti solo perché è trascinato dalla corrente, sostenuto dalla routine, intontito da tutto il fracasso che l'esenta dal pensare con la propria testa. per un trip ci vuole uno che non sia già stato messo in gabbia, che non sia stato già inculato dalla grande Paura che, in tal modo, spinge avanti l'intera società. purtroppo, molti uomini sopravvalutano se stessi come liberi pensatori. ed è un grosso sbaglio della generazione hippie, non fidarsi di nessuno oltre i 30 anni. trent'anni non vuol dire un accidenti. molte persone vengono catturate e addomesticate già all'età di sett'ott'anni. molti giovani SEMBRANO liberi ma si tratta solo di un fatto chimico e energetico che riguarda il corpo e non già di una realtà che riguarda lo spirito. ho conosciuto uomini liberi nei posti più strani e a TUTTE le età (portieri, ladri d'auto, benzinai) e anche alcune donne libere (infermiere o cameriere perlopiù) e di QUALSIASI età. l'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino”.

 

Charles Bukowski è universalmente conosciuto come autore di racconti instancabile e cinico, narratore di eventi legati alla squallida e ripetitiva vita quotidiana. I luoghi sono sempre più o meno gli stessi, bar, ospedali, carceri e soprattutto la strada così come i protagonisti. Una galleria eterogenea di personaggi borderline, sempre in bilico e sul punto di cadere. Falliti, puttane, pugili suonati, ladri e barboni alcolizzati. In mezzo a loro, inconfondibile, il vecchio Hank, una via di mezzo fra l’homeless e l’artista maledetto che non rinuncia mai alle sue vere passioni, donne, alcol e scommesse (“Ospedali, galere e puttane: sono queste le università della vita. Io ho preso parecchie lauree. Chiamatemi dottore”). “Storie di ordinaria follia” è la raccolta di racconti che ha rivelato il talento di uno dei più importanti scrittori del ‘900 destinato a diventare “la voce” di una intera umanità alla deriva. Una serie di novelle raccontate tutte in prima persona da un “io narrante” che non si risparmia in nessuna occasione, egocentrico e malinconico ai limiti dell’autodistruzione occupato com’è a districarsi fra le gioie e i dolori del sesso, dell’alcol e della scrittura. Racconti che a prima vista sembrano accomunati solo dal fatto di offrire un unico e ripetitivo punto di vista. Una prospettiva che non varia mai al fine di celebrare in modo immediato, caustico, irriverente e più di una volta spietato, l’universo dell’autore, ma che proprio grazie a questa caratteristica formano un unico intreccio narrativo dove realtà e finzione si fondono fino a non distinguere più una situazione dall’altra. Diversi per genere (si passa senza soluzione di continuità dal quotidiano realismo ad una sorta di magico surrealismo) e per stile (il periodo si libera progressivamente di quanto non strettamente necessario in modo tal risultare più incisivo e penetrante), ma vicini in quanto ad immediatezza espressiva perché il fine ultimo rimane sempre quello di mettere a nudo e condividere le proprie esperienze e i propri pensieri perché "… la gente bada a fare mosse che non contano. quando fai una mossa tutto dovrebbe essere matematicamente previsto. questo è quanto Hemingway imparò dalle corride e mise in opera nelle sue opere. questo è quanto io imparo all'ippodromo e metto in pratica nella vita. il buon vecchio hem e il vecchio buk".

 

Charles Bukowski

Storie di ordinaria follia, 344 pagg

Feltrinelli (Collana “Universale Economica”)



Posted at 09:54 pm by F.P.

 

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