No Way Out - Ferdinando Pastori
Sospeso tra Barcellona e Milano, un giovane pittore cerca una via d’uscita che lo conduca lontano dalle sue paure. La sua arte, prima passione e poi ossessione, non è più sufficiente a colmare un vuoto fatto di feste, locali alla moda e cocaina.
Sarà l’incontro con una ragazza misteriosa, femme fatale che sembra uscita da un noir di Altman, a rappresentare l’occasione buona per rimettersi in gioco.
Un romanzo esistenziale e disincantato, scritto con superba foga creativa, in cui l’autore di “Piccole storie di nessuno” scava nel cuore delle sue paure in cerca di nuove sicurezze.
"Luce impietosa che invade la stanza. Persiane aperte che avevo dimenticato di chiudere. Immobile. Nel letto. Sudato e appiccicoso. Nell’attesa di un qualsiasi movimento che dia concretezza alla scena. Non ho sogni da ricordare. Immagini oniriche dai contorni indecisi da mettere a fuoco per le quali valga la pena di ritardare il momento dei piedi nudi sul parquet. Eppure sonno e sogni dovrebbero procedere di pari passo. Avanzare su binari paralleli. Complementari l’uno degli altri. Chiudo gli occhi. Un ultimo tentativo di liberare le tensioni e le energie psichiche, lasciando libero il sogno di utilizzare il sonno. Un lento insinuarsi, quasi strisciante, nell’attesa che l’inconscio si materializzi per suggerire risposte alla coscienza.
La maggior parte dei sogni che si ricordano avviene poco dopo essersi addormentati e appena prima del risveglio. Durante quei brevi secondi dove gli occhi si muovono in rapida sequenza dietro le palpebre abbassate. Così si dice, ma non è importante verificare l’attendibilità dell’informazione. In fondo la distinzione tra sogno e veglia è talmente relativa che è facile confondere le due situazioni. La notte e l’oscurità sono soltanto il luogo ideale per sognare, ma ciò non esclude che si possa fare altrettanto di giorno. Se non ci fosse tutta questa luce. Larghe strisce animate da piccole particelle impalpabili che si allungano sul pavimento, sulle pareti e sul letto. Una luce gialla e scolorita che non permette ai sogni di manifestarsi, di rendersi visibili. Che illumina ogni cosa, mentre sarebbe necessario oscurare la propria aderenza alla realtà. Non ci riesco…e nel Talmud è scritto che chiunque trascorra sette giorni senza sognare merita il nome di malvagio".
Ferdinando Pastori
No Way Out, 144 pagg
Edizioni Clandestine (Collana “Gasoline”)
Posted at 09:50 pm by F.P.