“Mi sono avvicinata. Ho abbassato lo sguardo su di loro. Il corpo di Spoon rigato di sudore, nero, splendente, era cioccolato caldo, a morderlo sarebbe stato dolce. Tutto qua. Era solo questo che cercavo aggirandomi per Tokyo come una pazza? E quell’uomo chi è per me? E’ davvero tanto importante? Why? Where? When? Tutti gli interrogativi che mi gettavano nella confusione più totale cominciavano per W, mi sentivo come se stessi per vomitarli tutti in una volta…”
Yamada Eimi, nata nel 1959, è una delle più conosciute scrittrici giapponesi della new wave giapponese. Decisamente distante dalla prosa incantata e leggera di Banana Yoshimoto, i suoi libri (oramai una trentina) sprigionano una forte carica erotica dove comunque il sesso si lega indissolubilmente con l’amore.
Occhi nella notte (Beddo taimu aizu - Bed time eyes), vincitore del premio Bungei nel 1985, è il romanzo che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, raggiungere le 500.000 copie vendute e ricevere unanimi apprezzamenti da parte della critica.
Bed time eyes mette in scena il rapporto intenso tra la giovane giapponese Kim e il disertore americano di colore, Spoon (soprannome affibbiatogli per via ad portafortuna che porta sempre con sé). Una relazione che inizia come attrazione fisica per coinvolgere alla fine tutti i sensi per arrivare dritto al cuore e alla mente.
Non poteva che suscitare scandalo, in Giappone, una storia basata su un rapporto di coppia mista che andava a sbattere contro una cultura bigotta e arroccata su stereotipi e tradizioni decisamente fuori tempo. Ad aumentare la differenza e la distanza con gli scrittori delle precedenti generazioni, oltre alle tematiche contribuisce un linguaggio diretto, schietto, a tratti crudo e immediato che illumina immagini in rapida sequenza come se fossero appena uscite da un videoclip. Yamada Eimi utilizza uno stile particolare e molto “americano”, al punto che la vita dei giovani giapponesi potrebbe essere facilmente scambiata con quella dei loro coetanei d’oltre oceano. E le somiglianze e l’interazione fra due culture così distanti continuano grazie ad un utilizzo della lingua particolare e innovativo, dove il frequente ricorso all’uso di vocaboli in slang americano conferisce incisività e freschezza tipica del parlato. Cambia la musica ascoltata, così come la luce che si stende su Tokio, che non è più quella bassa e soffusa delle lampade colorate di carta trasparente, ma quella psichedelica e frammentata che si può osservare in una qualsiasi metropoli nordamericana.
Yamada Eimi
Occhi nella notte, 125 pagg
Marsilio (Collana “Tascabili)