“…e insomma forse è una storia noiosa ma non ti tocca ascoltarla per forza, mi ha detto lei, perché aveva sempre saputo che sarebbe andata a finire così, comunque secondo lei era successo durante il primo anno di college a Camden, e precisamente un fine settimana, un venerdì di settembre, tre o quattro anni fa, e si era sbronzata a tal punto che era finita in un letto, aveva perduto la verginità (tardi, a diciott'anni) nella stanza di Lorna Slavin - perché allora era una matricola e aveva una compagna di stanza, e Lorna, ricorda, era al terzo o al quarto anno, e qualche volta andava dal suo ragazzo che stava fuori dal campus, uno che secondo lei doveva essere al secondo anno di specializzazione in ceramica mentre era solo uno della New York University, o uno studente di cinema venuto su nel New Hampshire giusto per il party Sotto il Vestito Niente, oppure uno del posto”.
Le regole dell’attrazione (The Rules of Attraction, 1987), è il secondo romanzo pubblicato di Bret Easton Ellis. Un romanzo (recentemente portato sugli dal regista di Killing Zoe, Roger Avary, ma a dire il vero con un risultato finale decisamente mediocre) che si configura come un ulteriore pezzo del mosaico destinato a rappresentare il vuoto spirituale degli anni ’80, tematica ricorrente e inesauribile fonte d’ispirazione per l’autore. Non considerato al livello degli altri testi di Ellis, fino ad essere etichettato come opera minore, il romanzo porta a termine il viaggio iniziato qualche anno prima con il sorprendente libro d’esordio Less than Zero, ma con una maggiore attenzione allo stile e una raggiunta maturità e presa di coscienza delle proprie doti di abile narratore del disincanto.
Lo stile gelido, quasi sempre distaccato e una narrazione priva di simpatia o compassione nei confronti dei protagonisti, dove la tecnica narrativa ispirata ai video-clip è condotta magistralmente all’estremo delle sue possibilità, qualificano l’opera come la migliore dal punto di vista stilistico e dell’originalità. I personaggi spiati da Ellis mantenendo una distanza di sicurezza, sono in apparenza cinici e sicuri di se stessi, salvo poi manifestare una realtà ben diversa dove non ci sono sogni, speranze. Nessuna aspettativa, ne tanto meno obiettivi da raggiungere (“…le cose attorno a me, mi deprimono, sembrano definire la mia penosa esistenza, è tutto talmente noioso…tutto mi deprime immensamente”).
La storia (se di storia si può veramente parlare, ma forse sarebbe meglio parlare di libero flusso di pensieri) si svolge nell'esclusiva università di Camden nel New Hampshire dove un gruppo di studenti giovani, belli e annoiati si confronta quotidianamente con le “regole dell’attrazione” che fissano i paletti dei rapporti fra ragazzi e ragazze e con la monotona quotidianità fatta di feste, studio (poco) e qualsiasi tipo di droga, quest’ultima vista come mezzo indispensabile per evitare una pericolosa aderenza alla realtà che li circonda.
Un romanzo costruito come se si trattasse di un complicato intreccio di colori e suoni diversi, ma strettamente collegati fra di loro, una serie d’avvenimenti e situazioni raccontati in prima persona dai quattro protagonisti, dove l’inizio e il finale sono l’uno la diretta conseguenza dell’altro per mettere ancor di più in risalto la ciclicità della vita e la sua noiosa ripetitività. Un artificio letterario teso a fornire una volta di più la sensazione d’immobilità della situazione e degli avvenimenti, nonché la totale mancanza di speranza in un possibile cambiamento.
Bret Easton Ellis
Le regole dell’attrazione, 260 pagg
Einaudi (Collana “Tascabili. Letteratura straniera”)
Posted at 09:06 pm by F.P.