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Wednesday, May 11, 2005
Il sesso di Venere - Luke Sutherland



“La gente paga per fare sesso perchè c’è qualcosa che manca nelle loro vite […] ma una volta che hanno ricevuto da me un po’ d’amore, quelli che hanno qualcosa per cui vivere, non tornano più. Lo sguardo fugace del paradiso mostra loro i vuoti nelle loro vite, li rende vergognosi in qualche modo, e improvvisamente diventano dei samaritani, che fanno tutto quello che possono per fare ammenda, per essere Cristo. Gli altri invece, quelli abituali, i brevi momenti di beatitudine li rassicurano che, anche se non c’è niente qui per loro, ci sarà tutto per loro nell’aldilà”.

 

All’interno della collana “Anagramma”, particolarmente attenta alle voci nuove del panorama letterario internazionale, la casa editrice Newton & Compton ha recentemente dato alla stampa “Il sesso di Venere”, terzo romanzo di un giovane scrittore (e musicista) nato a Londra, ma cresciuto nelle Isole Orcadi. Luke Sutherland ha pubblicato il suo primo romanzo “Jelly Roll” nel 1998, una specie di trattato psicologico sui jazzisti di Glasgow entrando nella rosa dei finalisti del prestigioso Whitbread First Novel Award e si è confermato scrittore di talento con la seconda opera “Sweetmeat” dove sono apparsi per la prima volta le tematiche surreali e vagamente magiche che contraddistinguono il suo ultimo lavoro.

Il sesso di Venere” (Venus as a boy) si presenta come una sorta di allegoria sulla liberazione sessuale e la ricerca del proprio ruolo nella società. Protagonista della storia e voce narrante della vicenda è il transessuale Désirée che incontriamo in fin di vita in uno squallido monolocale di Soho mentre la sua pelle, i suoi muscoli e i suoi organi vitali si stanno lentamente tramutando in oro.

La storia inizia tra i panorami mozzafiato delle Orcadi (delle quali Sutherland regala un ritratto crudo e al tempo stesso commosso e appassionato) quando Désirée non era altro che un ragazzino confuso e solitario alle prese con i primi turbamenti sessuali e una realtà sociale squallida e alienante. In queste prime pagine Sutherland adotta una scrittura nostalgica ed evocativa, a tratti poetica che andrà scomparendo pagina dopo pagina fino a diventare asciutta e priva di sentimentalismi quando il protagonista si trasferirà a Londra per incontrare il suo destino. Inequivocabilmente segnato da un dono, da un talento che il protagonista non riesce immediatamente a comprendere e accettare. Una forte carica sessuale e una sorta di fluido che si sprigiona dalle sue mani e dal suo corpo in grado da fornire ai suoi amanti visioni paradisiache ed eestasi dionisiache. Tuttavia questa dono finirà con il ritorcersi contro se stesso per arrivare alla scoperta che desiderio e amore non sempre viaggiano nella stessa direzione su binari paralleli, cos’ come non è sempre vero che amore e sesso si  debbano obbligatoriamente accompagnare l’un con l’altro. Può far raggiungere l’estasi, far sentire le campane e vedere gli angeli, ma non riesce a trovare quell’amore puro che non chiede niente come contropartita.

Sutherland possiede l’indubbia capacità di toccare il cuore del lettore, di regalare pagine ricche di forte carica emotiva e sentimentale alternandole ad altre che fanno sprofondare nelle zone più misteriose ed ambigue della sessualità e del desiderio e lo fa con mano sicura, con monologhi e riflessioni taglienti, con immagini e pensieri che non è possibile dimenticare in fretta. E allora forse le parole più adatte per comprendere la sua bravura sono quelle apparse sul San Francisco Chronicles quando afferma che “Sutherland has fashioned a modern-day fable about the meaning of goodness and the power of love, about the extraordinary things that happen when the sacred and the profane collide."

 

Luke Sutherland

Il sesso di Venere, 159 pagg

Newton & Compton



Posted at 02:17 am by F.P.

 

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