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Saturday, April 23, 2005
Le particelle elementari - Michel Houellebecq



“Questo libro è innanzitutto la storia di un uomo, di un uomo che passò la maggior parte della propria vita in Europa occidentale, nella seconda metà del Ventesimo Secolo. Perlopiù solo, egli intrattenne tuttavia saltuari rapporti con altri uomini. Visse in un'epoca infelice e travagliata. La nazione che gli aveva dato i natali scivolava lentamente ma inesorabilmente verso la fascia economica delle nazioni di media povertà; sovente incalzati dalla miseria, gli uomini della sua generazione pativano comunque un'esistenza solitaria e astiosa. I sentimenti d'amore, di tenerezza e di umana fratellanza erano in gran parte scomparsi; nei loro mutui rapporti, i suoi contemporanei davano assai spesso prova di indifferenza e di crudeltà.

Al momento della sua scomparsa, Michel Djerzinski era unanimemente considerato un biologo di altissima levatura, e lo si riteneva un valido candidato al Nobel; ma l'effettiva portata della sua opera si sarebbe rivelata solo in seguito”.

 

Le opere di Michel Houellebecq sono tutte accomunate da un legame stretto e inscindibile. Una particolare e inimitabile continuità sia di stile (sempre distaccato e asciutto e non di rado di stampo saggistico) che di contenuti in modo da indurre un lettore disattento a considerare la sua prosa scontata e ripetitiva. Houellebecq sembra a tratti fornire l’impressione che ogni suo nuovo romanzo inizi da dove era s’era concluso il precedente, limitandosi ad aggiungere ogni volta un nuovo tassello alla storia così da renderla più comprensibile e reale. Il tutto con l’intento di alimentare e confermare la sua visione pessimistica, desolante e deprimente della realtà umana. Un’umanità corrotta a partire dalle fondamenta e che oramai si regge in piedi solamente grazie a meccanismi fragilissimi.

“Le Particelle Elementari” è l’espressione che indica i costituenti della materia privi di struttura interna e quindi considerati indivisibili e Houellebecq la utilizza come titolo del suo secondo romanzo dove la critica alla società contemporanea diventa, se possibile, ancora più diretta e caustica. Attraverso l’incrocio dei destini di due fratellastri, cinico e razzista insegnante di lettere il primo e biologo molecolare in odore di Nobel il secondo, viene condotta un’analisi lucida e dissacrante del fallimento di tutti i principi e obiettivi dei sessantotto. L’insegnante è l’espressione delle frustrazioni e degli insuccessi tipici di una borghesia apatica e demotivata, il biologo indirizza le sue ricerche nell’unica direzione che ritiene possibile per l’umanità, la sostituzione degli esseri umani con dei cloni in modo da eliminare in un solo colpo sesso, dolore e morte. L’estinzione della razza umana rappresenta pertanto l’unica possibilità di salvezza, un paradosso sintetizzabile nell’affermazione che la “l'evoluzione programmata dall'Uomo ha portato alla sua abolizione”.

 

Michel Houellebecq

Le particelle elementari, 316 pagg

Bompiani (Collana “I grandi tascabili”)



Posted at 09:00 pm by F.P.

 

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