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Friday, April 22, 2005
Centodue racconti zen - Richard Brautigan



"Mi piace cucinare d'inverno, -disse il cuoco italiano sessantenne, in un posto qualunque della California, stringendo con una presa da professionista il suo bicchiere di birra. Era un uomo che conosceva profondamente il significato della birra. La birra per lui era un libro aperto. Ne sapeva a memoria ogni pagina.

- Mi piace cucinare d'inverno, ripeté. - E' un piacere. In estate fa troppo caldo, troppo. Ne so qualcosa. Cucino da quarantadue anni. Ed è sempre la stessa cosa. L'unico vantaggio del cucinare in estate è che bevo più birra, ma lo faccio comunque, perciò potrei benissimo berla d'inverno quando non fa tanto caldo e me la posso godere di più.

Bevve un altro sorso di birra.

- Quando mi conoscono un po' meglio tutti iniziano a dirmi che bevo troppa birra. Non lo nego affatto. Perché dovrei? Non mi vergogno della birra”.

 

Richard Brautigan è nato a Tacoma, vicino Seattle, nel 1935. Autore di diverse poesie e racconti, raggiunge il successo solamente nel 1967 grazie alla pubblicazione con una piccola casa editrice del suo primo libro “Pesca alla trota in America". Un mosaico ben assortito di racconti e considerazioni personali che lo consacra autore di culto e figura di riferimento del movimento contro culturale americano accanto a personaggi del calibro di Ferlinghetti, Ginsberg e Corso. Il consenso di pubblico e critica gli permette di pubblicare le opere scritte negli anni precedenti e a iniziare una importante collaborazione con la rivista Rolling Stone.

Nonostante un buon numero di libri pubblicati, non riesce più a riscuotere il favore del pubblico fino a quando nel 1980 esce "Tokyo Montana Express" dal quale vengono estratte le brevi storie che compongono la raccolta “Centodue racconti zen”. Non veri e propri racconti, ma aneddoti, pensieri in ordine sparso e perle di saggezza dove la filosofia zen si trova a confrontarsi con gioie e dolori tipiche di una quotidianità che non possiede nulla di eroico o straordinario. Un lungo viaggio attraverso paesaggi e città degli Stati Uniti spesso dimenticati dalla letteratura perché ordinari e pressoché monotoni. Personaggi minimi, senza volto e senza nome raccontati con uno stile semplice e lineare, leggero e profondo al tempo stesso. Immagini e fotogrammi che si snodano uno dopo l’altro come in un libro di fotografie corredato da lucide e sintetiche didascalie. Brevi, ma indispensabili nozioni che diventano lo strumento attraverso il quale Brautigan si propone di spiegare il suo singolare punto di vista e invita il lettore a seguirlo mentre oltrepassa l’immaginario confine che separa la realtà osservata con gli occhi da quella vissuta con anima e cuore.

 

Richard Brautigan

Centodue racconti zen, 215 pagg

Einaudi  (Collana “Stile libero”)



Posted at 08:57 pm by F.P.

 

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