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Friday, February 10, 2006
Annelies Verbeke – "Insonnia o male di vivere?"

Annelies Verbene, nata in Belgio nel 1976, dopo aver studiato letteratura tedesca e sceneggiatura si dedica alla carriera di giornalista e sceneggiatrice. Grazie al successo ottenuto da un suo copione (“Dogdreaming”, premiato al Festival del Cinema di Berlino nel 2003), il suo nome comincia a circolare negli ambienti cinematografici e letterari destando immediatamente interesse e curiosità.

“Dormi!” (Slaap!), suo primo romanzo, si è aggiudicato il premio Debuutprijs 2004 riservato al miglior libro d'esordio in lingua olandese e si è rivelato un clamoroso successo editoriale tanto che la stampa s’è affrettata a paragonarla ad un altro scrittore rivelazione come Grungerg (“Dormi! è il più straordinario esordio dai tempi di Lunedì blu di Arnon Grungerg”).

Numerose ristampe in Belgio, trentamila copie vendute in Olanda e un consenso pressoché unanime dei lettori, spingono “Dormi!” oltre i confini dei Paesi Bassi. Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna e l’intero Sudamerica si affrettano ad acquisire i diritti per la pubblicazione, curata in Italia dalla casa editrice Instar Libri (distributrice anche delle opere di Arnon Grungerg) che manda in stampa il romanzo nel 2005 con l’ottima traduzione di Laura Pignatti. Sono già stati venduti anche i diritti per il cinema e, al momento, la trasposizione cinematografica è nella fase della pre-lavorazione.

La storia ruota intorno alla protagonista Maya e alla sua insonnia cronica. A nulla valgono le terapie di gruppo, i consigli di amici e parenti, i medicinali e la ginnastica…il sonno arriva sempre più tardi e le notti sembrano sempre più lunghe e difficili da affrontare.

La sensazione di frustrazione e la “gelosia” nei confronti di chi riesce a dormire, la porta a girare per tutta la notte in bicicletta e a cercare un minimo di soddisfazione suonando campanelli a caso e fermandosi ad ascoltare le invettive che provengono dai citofoni delle sue “vittime”. Ed è proprio dopo aver suonato l’ennesimo campanello di uno sconosciuto che conosce il suo alter ego maschile, Benoit De Gieter, personaggio strano e dal passato tormentato (orfano della madre prostituta e perseguitato da un capodoglio di nome Frederick, amico immaginario che lo ossessiona fin dall’infanzia).

Dal momento del primo incontro fra Maya e Benoit, il romanzo si sviluppa alternando i ricordi,  i racconti e i momenti di riflessione dei due protagonisti. Personaggi che nonostante la differenza d’età e d’estrazione sociale, si ritrovano a condividere esperienze e delusioni proprio grazie all’odiata insonnia e alla comune passione per l’alcol.

Annelies Verbene racconta una storia dove immaginazione e fantasia giocano un ruolo importante. Grazie a una narrazione fluida e partecipe, sfruttando in diverse occasioni immagini e descrizioni che paradossalmente sembrano più vicine a una dimensione onirica che alla realtà, riesce a divertire e commuovere al tempo stesso. Mette in scena situazioni condite da una massiccia dose di ironia e tenerezza, ma il più delle volte tragiche e disperate perchè “Dormi!” parla d’amore, di amicizia e di reciproco sostegno, ma soprattutto di solitudine, di sofferenza e di incubi ad occhi aperti. Ed è proprio su quest’ultimi che si costruisce a poco a poco un rapporto di complicità che, nato per caso e frutto di un complesso disagio interiore, finisce con rappresentare l’inizio di un tentativo di risalita e di riscatto dai propri fallimenti.

 

“Le notti erano più lunghe dei giorni, perché di notte ero sola. […] di notte avvertivo il tormento del corpo e la tensione dei nervi. La mia mente allora aveva una lucidità che di giorno trovava di rado. Non potevo fare altro che subire i miei flussi di pensiero. In genere all'inizio erano positivi, poi finivano con interrogativi sul senso della vita e autocommiserazioni assurdo […] fin dal primissimo vagabondaggio notturno decisi che avrei rivolto il mio odio contro quelle migliaia, quei milioni di uomini, donne e bambini che nei loro letti bui e morbidi si guardano sotto le palpebre, dentro l’anima. Domani si sarebbero svegliati a fatica. Assonnati, avrebbero preso posto al tavolo della cucina o sulla tavoletta del water. Di malumore, come se avessero qualcosa di cui lagnarsi.”

(Slaap!- Dormi!, 2004)

 

 


Posted at 12:03 am by F.P.

 

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