Mele Bianche - Jonathan Carroll
”…man mano che si avvicinava alla porta dell’edificio, vedendo l’orrore di quanto stava accadendo dentro, fu assalito dallo sgomento. Avrebbe voluto fuggire, ma si fece forza e ricorse a ciò che aveva compreso di poter fare poco prima: parlò con se stesso morto.
Non un ratto gigante con il rossetto, bensì la seconda metà del proprio essere, quella che era nata nel momento in cui la prima parte di lui era morta in ospedale alcuni mesi prima. Era una delle poche cose che adesso Ettrich sapeva con assoluta certezza: esiste in ognuno di noi un essere vivente e uno morto, e sono entrambi essenziali a guidarci attraverso l’intera esistenza umana e a ricondurci al mosaico”.
Jonathan Carroll è considerato uno fra i più originali ed eccentrici scrittori contemporanei. Dopo aver conseguito la laurea e frequentato un master presso la University of Virginia accetta una cattedra d’inglese in un liceo per due anni prima di trasferirsi a Vienna, dove risiede tuttora, per insegnare all’International American School. Nove volte candidato al World Fantasy Award, nel 1991 ha vinto British Fantasy Award con il romanzo “Outside the Dog Museum”.
“Mele Bianche” (“White Apples”, 2002) è il romanzo di maggior successo di Carroll sia a livello di critica che di pubblico. Una storia piena di personaggi memorabili che seducono fin dalle prime pagine. Vincent Ettrich è morto, ma viene riportato in vita per insegnare al figlio non ancora nato quanto imparato dopo la Morte (maestra di vita) al fine di salvaguardare l'ordine nell'universo minacciato da un strano personaggio grasso e perennemente in smoking che rapprenda il Caos. Al fianco di Vincent si alternano il suo grande amore Isabelle Neukor che darà alla luce il salvatore del mondo e il bellissimo angelo Coco che lo deve guidare nella sua missione e che finirà per innamorarsi di lui. Un romanzo che, come recita la quarta di copertina, è da considerare come “uno fra i più singolari degli ultimi anni: surreale, comico, psichedelico, romantico, indimenticabile”.
La scrittura di Carrol è decisamente fuori dall’ordinario, surreale e sovente spinta all’eccesso grazie ad uno stile ipnotico e alle trame complesse dove tutto è vero e inverosimile al tempo stesso. La scena dove si muovono i suoi personaggi e a prima vista priva di qualsiasi logica e Carroll sembra divertirsi a cancellare i confini tra presente e passato, tra vita e morte, tra follia e razionalità alternando situazione esilaranti a momenti di raccapricciante terrore. Caratteristiche queste che hanno convinto Stephen King ad affermare che “Jonathan Carroll fa paura quanto Hitchcock quando non fa ridere quanto Jim Carrey”.
Jonathan Carroll
Mele Bianche, 297 pagg
Fazi (Collana “Lain”)
Posted at 08:05 pm by F.P.