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Thursday, September 22, 2005
Julia Slavin - La donna che si tagliò la gamba al Maidstone Club



“La pelle giovane ha un aspetto che nessuna chirurgia plastica può ricreare. È traslucida e intatta, come se la carne fosse tesa sotto un lampione al neon. Ma penso sia stato il cappellino rosso che indossava al contrario, come un giocatore di baseball, a farmi perdere la testa.
Si chiamava Chris. Ci falciava il prato di casa. Mentre lavorava io mi spostavo di finestra in finestra per guardarlo tagliare la nostra erba a strisce orizzontali. I bordi gli venivano irregolari, ma non me ne fregava niente, erano i suoi bordi, e dopo che se ne andava io mi stendevo fuori, accarezzavo i fili d’erba punzecchianti come avrei fatto con un nuovo taglio di capelli, e dicevo: Tu sei il mio prato. Oggi un ragazzo bellissimo ti ha tagliato e ti ha rifinito i bordi”.

 

Julia Slavin è nata nel 1960 nel Maryland, si laurea in storia e si trasferisce a New York per tentare la carriera di commediografa. Dopo un periodo non propriamente facile trova lavoro presso la ABC come produttrice del programma televisivo Prime Time Live. Pur avendo coltivato da sempre la passione per la scrittura, averla vissuta quasi come una necessità (“…il vero motivo che mi ha spinta a scrivere è la volontà di essere ascoltata. Sono cresciuta in una famiglia di uomini e mi sono sentita sempre invisibile. Ho ancora l’impressione che nessuno voglia stare a sentire cosa ha da dire una ragazza. Scrivo sperando che qualcuno mi ascolterà”), dovranno passare dieci anni prima che la passione si trasformi nei racconti della raccolta “La donna che si tagliò la gamba al Maidstone Club” (“The Woman Who Cut Off Her Leg at the Maidstone Club”). La pubblicazione dei quali coincide con il suo ritorno nel Maryland dove attualmente risiede con il marito e i due figli.

Una raccolta di dodici racconti sconvolgenti, “favole per adulti” che, partendo da situazioni decisamente surreali, finiscono per calarsi in un contesto di drammatica quotidianità (“Il grottesco vive pacificamente, quasi inosservato, fra le villette di periferia e i quartieri residenziali di questa raccolta di racconti” - New York Times Book Review). Julia Slavin segue un trend decisamente in voga fra gli autori contemporanei americani che fonde il realismo magico con una scrittura moderna, minimale nelle descrizioni, ma ricca di dialoghi dissacranti e imprevedibili. I protagonisti delle storie sono persone in apparenza normali, accomunati dall’umana aspirazione di soddisfare il proprio desiderio d’amore e comunicazione, che si trovano a fare i conti con situazioni fuori dal comune, con una realtà dove l’imprevedibile e il meraviglioso si nascondono dietro ogni angolo (“Non c’è nulla di prevedibile nei racconti di Julia Slavin; di volta in volta incantevoli o sinistri, non mancheranno di catturarvi ed eccitarvi. Altamente raccomandato” - Library Journal). Protagonisti che suscitano contemporaneamente simpatia, rabbia, che riescono a commuovere e a disturbare il lettore. Come la ragazza che si amputa una gamba per liberarsi dal prurito che la tormenta, la signora che letteralmente ingoia il ragazzo che le accudisce il prato e quella disperatamente innamorata della quercia del suo giardino. Ad accompagnare i personaggi nelle loro avventure, banali e al tempo stesso straordinarie, una velata malinconia e un umorismo dissacratorio costruito su espedienti narrativi decisamente originali.

 

Julia Slavin

La donna che si tagliò la gamba al Maidstone Club, 188 pagg

Minimum Fax (Collana “Sotterranei”)

Posted at 06:59 pm by F.P.

 

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