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Tuesday, September 20, 2005
Baciarsi a Manhattan - David Schickler



“Quello che faccio è incontrare donne bellissime quasi ogni giorno. Le incontro nei bar, in metropolitana, nelle bodegas, per la strada. Io sono giovane, ricco, bello, celibe e spesso cupo e perso nei miei pensieri, una combinazione irresistibile per la femmina di Homo Sapiens. Non ho inoltre alcuno scrupolo nel dire qualunque cosa mi passi per la testa. E alla maggior parte delle donne questa cosa piace da impazzire. O le fa impazzire, o le sgomenta, ma sono così incuriosite che non possono fare a meno di indagare accettando un appuntamento”.

 

Dopo una lunga serie di rifiuti, di racconti spediti a riviste e a casi editrici senza mai arrivare alla pubblicazione, David Schickler fa il suo debutto sul palcoscenico letterario americano entrando dalla porta principale. E’ l’estate del 2000 quando la prestigiosa rivista “The New Yorker” decide di pubblicare la short story “The Smoker”. Racconto che in seguito verrà inserito in “Baciarsi a Manhattan” (“Kissing in Manhattan”), raccolta destinata a rivelare al grande pubblico e alla critica il talento eccentrico e visionario di Schickler (“With these wonderfully haunting, strange, and hilarious stories, David Schickler has established himself as a major new voice in American fiction”, Ron Hansen. This forceful debut is clearly the mark of a bold new talent in fiction”, Barnes & Noble).

Baciarsi a Manhattan” raccoglie undici storie legate fra di loro al punto di formare una sorta di romanzo corale. Gli eccentrici e stravaganti protagonisti dei racconti vivono tutti nel Preemption Building, palazzo gotico e misterioso di Manahattan. Si incrociano sull’ascensore più vecchio di New York, cenano negli stessi ristoranti, frequentano gli stessi locali e finiscono ogni sera per tornare nei loro appartamenti a consumare storie dove il bene e il male, l’amore e il sesso si fondono e si alimentano l’uno con l’altro. Storie di dolcezza e solitudine, reali e nel contempo folli e surreali, divertenti e stravaganti, sorrette da una prosa seducente e moderna. Un mix sapiente e riuscito fra il realismo magico di Marquez, il mondo trendy e affascinante descritto da Jay McInerney in “Bright lights, big city” e l’umorismo nero del B.E.Ellis di “American Psycho”.

 

David Schickler

Baciarsi a Manhattan, 285 pagg

Einaudi (Collana “L'Arcipelago Einaudi”)


Posted at 11:37 pm by F.P.

 

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