“Ora, come sai, io sono molto sensibile alla bellezza femminile. Tutti hanno qualcosa davanti a cui si sentono disarmati, e io ho la bellezza. La vedo e mi acceca, impedendomi di scorgere ogni altra cosa. Queste ragazze vengono al mio corso, e io capisco quasi subito qual è quella che fa per me. C'è un racconto di Mark Twain dove lui scappa, inseguito da un toro, e quando si rifugia sopra un albero il toro alza gli occhi e pensa: "Voi siete la mia preda, signore". Be', quando le vedo in aula quel "signore" si trasforma in "signorina". Sono passati otto anni, dunque: io ne avevo già sessantadue e la ragazza, che si chiama Consuela Castillo, ne aveva ventiquattro.”
Philip Roth è nato nel 1933 a Newark, nel New Jersey e attualmente vive nel Connecticut. Cresciuto in una famiglia della media borghesia ebrea, dopo aver studiato alla Bucknell University si trasferisce alla Chicago University dove si laurea in letteratura anglosassone. Terminati gli studi insegna scrittura creativa e storia della letteratura a Princeton. Vincitore del premio Pulitzer nel 1997 per “Pastorale americana”, nel 1998 riceve la National Medal of Arts e nel 2002 l'American Academy of Arts and Letters gli conferisce la Gold Medal per la narrativa. Vincitore di numerosi altri premi, nel corso del 2005 diventerà il terzo scrittore americano a veder pubblicate tutte le sue opere dalla Library of America. Attualmente vive nel Connecticut.
“L'animale morente” (“The Dying Animal”) racconta la storia del settantenne David Kapesh, docente universitario di Practical Criticism per quattordici settimane all’anno. Periodo durante il quale studia le sue allieve per scegliere quale sedurre alla fine del seminario. Fortemente attratto dalla bellezza femminile, il protagonista ha fatto propri i principi chiave della rivoluzione sessuale che aveva investito gli anni sessanta, evitando relazioni durature e godendo il più a lungo possibile delle gioie del sesso libero ed emancipato. Situazione che si interrompe bruscamente quando conosce e intraprende una relazione con la ventiquattrenne di origini cubane Consuela Castello. Un mix esplosivo di bellezza, sensualità e ingenuità che portano il professore a riconsiderare il suo passato, le sue scelte e a provare per la prima volta un sentimento fino a quel momento sconosciuto quale la gelosia. Abituato a condurre il gioco, si ritrova improvvisamente a dover subire gli eventi e la passione si trasforma in morbosa ossessione e tormento quando la relazione con la ragazza s’interrompe. Impossibile cancellare il ricordo di Consuela, la sua bellezza e giovinezza che tuttavia all’improvviso vengono intaccate dalla malattia e dal dolore rivelando in un tragico epilogo la vera identità dell’animale morente.
Con questo suo breve romanzo, Roth costruisce un monologo disperato dove amore e morte, vecchiaia e giovinezza procedono su strade parallele, ma destinate a congiungersi in un incrocio dove fermarsi a riflettere su convinzioni che sembravano incrollabili e soprattutto sul reale significato della vita, dei sentimenti e delle emozioni che quotidianamente l’attraversano.
Philip Roth
L'animale morente, 113 pagg
Einaudi (Collana “Super ET”)