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Monday, June 27, 2005
Trainspotting - Irvine Welsh



“Scegliete la vita; scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete un maxi televisore del cazzo, scegliete lavatrice macchine lettori cd e apriscatole elettrici; scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo ad interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valige in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cazzo siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo d'imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete un futuro scegliete la vita, ma perchè dovrei fare una cosa cosi? Io ho scelto di non scegliere la vita, le ragioni? non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l'Eroina!”

 

E’ datato 1993 “Trainspotting”, esordio letterario di Irvine Welsh, un’opera prima destinata a diventare oggetto di culto anche grazie alla riuscita versione cinematografica diretta da Danny Boyle (la sceneggiatura è invece di John Hodge).

Un libro dissacrante, grottesco e realistico che, contrariamente a quanto possa sembrare, non rappresenta un inno o un’esortazione all’uso di droghe, ma solo il resoconto dettagliato dello stile di vita di un gruppo di giovani alle prese con problemi di lavoro, d’amore e sesso. Giovani che devono quotidianamente fare i conti con le difficoltà e le tragedie tipiche di una vita spinta all’eccesso e sempre sul punto di raggiungere il punto di non ritorno.

Welsh non si serve di un’unica voce narrante, ma lascia che siano i protagonisti di ogni episodio, di ogni avventura a raccontare in prima persona le proprie esperienze. Ognuno con il proprio stile, il proprio linguaggio e la propria personalità. Un’alternanza che tuttavia non pregiudica mai il flusso e la continuità narrativa del romanzo.

Utilizzando un linguaggio innovativo, sboccato a tratti violento, ma ovunque condito da una feroce ironia, Welsh descrive efficacemente il distacco dalla realtà dovuto allo stato di dipendenza dalla droga e si sforza (con successo) di esprimere la sensazione di rabbia e di vuoto esistenziale causata dalla mancanza di ideali e prospettive per il futuro. Una sensazione d’impotenza che sfocia obbligatoriamente in un cinismo autodistruttivo che accompagna la caduta e i tentativi di fuga di una generazione arrabbiata e ribelle. E di questi giovani allo sbando, Welsh finisce per assumere il ruolo di portavoce fino a meritarsi l’accostamento a Céline, pur non avendo la sua opera alcuna pretesa di critica morale e denuncia sociale.

 

Irvine Welsh

Trainspotting, 361 pagg

Guanda (Collana “Le fenici Tascabili”)


Posted at 08:26 pm by F.P.

 

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