Stepping Stone

ESISTONO DUE CATEGORIE DI LIBRI: I LIBRI PER ADESSO E I LIBRI PER SEMPRE






rss feed



Friday, June 17, 2005
Junkie Love - Phil Shoenfelt



“Molti dei tossici che ho conosciuto sembrano patire anche un senso della propria identità molto fluido, qualcosa che spesso si avvicina alla schizofrenia: in loro c’è qualcosa di spezzato, qualcosa di poco stabile. Forse è perché vedi e senti troppo; forse non abbastanza; forse nasce dentro di te, geneticamente; forse è acquisito. In ogni caso, non fai altro che recitare una parte o indossare una maschera, e hai una percezione molto più acuta del normale della natura provvisoria e multiforme del carattere e della personalità”.

 

Phil Shoenfelt è nato a Bradford nel 1952. Dopo aver vissuto in prima persona l’epopea punk nella Londra degli anni settanta, si è trasferito a New York dove, oltre a suonare in diverse band, ha partecipato attivamente al vivace panorama artistico di Manhattan. Quando ritorna a Londra nel 1984 la sua carriera subisce una fase di stallo dovuta all’abuso di eroina. Solamente undici anni dopo, in coincidenza con il trasferimento a Praga dove vive tuttora, ricomincia a suonare alternando la collaborazione con alcune band alle produzioni da solista. Prima di “Junkie Love” ha pubblicato nel 1988 una raccolta di poesie e di testi delle sue canzoni intitolata “The Green Hotel”, inedita in Italia.

“Junkie Love” è ambientato nel quartiere di Camden verso la fine degli anni ottanta e racconta la storia dell’alienante relazione a tre fra Phil, Cissy e l’eroina. Shoenfelt, tramite la voce narrante di Phil, tratteggia un ritratto a tinte forti della vita dei bassifondi londinesi, consumata fra homeless, spacciatori e consumatori di droga, nichilismo, crisi di astinenza e un masochistico desiderio di autodistruzione. In gran parte autobiografico, ricco di ironia e humour nero, Junkie Love segue la parabola discendente di Phil, un percorso che sembra destinato a concludersi solo con l’annullamento totale di se stesso da attuarsi attraverso esperienze devastanti sia a livello fisico che psicologico. Sarà solo la presa di coscienza del proprio stato di tossicodipendente e del progressivo avvicinamento al punto di non ritorno, accompagnati dalla constatazione che continuando nella medesima direzione “…o muori o qualcosa dentro di te cambia”, a salvare il protagonista e ad offrirgli una seconda occasione (…una volta che la droga sarà uscita dal mio organismo, insegnerò a me stesso a pensare e a sentire; poi aprirò bene gli occhi, e vedrò che aspetto ha il mondo dall’altra parte della strada”). In alcune parti simile ad un trattato sul consumo di eroina e sui suoi effetti, in altre resoconto quasi commosso delle illusioni e delle mistificazioni della realtà necessarie a sopravvivere (qualcosa di simile a “Requiem per un sogno” di Hubert Selby jr) Junkie Love è stato definito come “…il miglior romanzo sull’eroina dai tempi di Burroughs” e ha vinto il premio come miglior libro dell’anno al Firecracker Alternative Award nel 2002. Nick Cave l’ha trovato “…bellissimo e cattivo” e Will Self “…un ritratto intelligente, coraggioso e crudo dei sotterranei della droga”.

 

Phil Shoenfelt

Junkie Love, 190 pagg

Arcana (Collana “Controculture”)


Posted at 07:43 pm by F.P.

 

Leave a Comment:

Name


Homepage (optional)


Comments




Previous Entry Home Next Entry